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consigli utili per una corretta postura di corsa

14 giugno 2018


Correre è naturale. Ma correre è una cosa, correre bene è un'altra cosa. Una corsa eseguita con la corretta postura permette di economizzare il gesto atletico ottenendo vantaggi in termini di dispendio energetico, velocità, stanchezza muscolare, acciacchi o veri e propri spiacevoli infortuni. Ecco una serie di consigli pratici su come eseguire bene la corsa:- Innanzitutto, è bene prestare attenzione alla parte superiore del corpo. Il busto deve essere ben armonizzato con il resto del corpo: testa alta. tronco leggermente inclinato in avanti e spalle ben rilassate. Movimento delle braccia rilassato e cadenzato in armonia con quello delle gambe, gomiti a 90° ben attaccati al corpo evitando movimenti obliqui o oscillatori. Il tronco deve restare ben fermo, quindi provate a fissare un punto innanzi a voi mentre correte in modo tale da evitare movimenti a pendolo che farebbero rallentare la corsa. In particolare, il bacino deve essere ben allineato con la schiena, collo e testa, ricordando sempre che più spostamenti verticali ci sono, più la corsa sarà dispendiosa dal punto di vista energetico: la corsa consiste nell'andare in avanti, non verso l'alto. - E' fondamentale curare l'appoggio e la falcata: quest'ultima non deve essere eccessiva. La cadenza ottimale è di 3 passi al secondo quindi 180 al minuto. Inutile provare a fare il salto triplo sperando che una falcata molto ampia ci faccia guadagnare velocità: la sensazione potrebbe essere corretta, ma consumeremo un sacco di energie oltre a comportare una maggiore sollecitazione del tallone nell'impatto con il suolo. Meglio dei passi più corti con un miglior carico distribuito su anca e ginocchio cercando di atterrare con il medio piede in modo che il ginocchio sia in linea con l'appoggio a terra. L'appoggio di tallone è il più facile da eseguire ma anche quello che comporta sollecitazioni ossee e muscolari maggiori. Con appositi esercizi che daranno maggiore consapevolezza e controllo del gesto atletico, è meglio progressivamente abituarsi a spostare l'appoggio nella parte mediale del piede che fungerà da naturale ammortizzatore, rendendo più fluida e veloce la rullata e scongiurando l'eventualità di infortuni. Il momento dell’appoggio del piede è importante e delicato, poiché da esso dipende buona parte dell’efficacia della corsa. Tecnicamente, il piede deve appoggiare 30/35 cm avanti rispetto alla proiezione a terra del bacino che, tradotto, significa cercare di avere il piede più possibile “sotto” rispetto al bacino, al momento dell’appoggio. La sensazione da richiamare è quella del sentirsi “alti” quando si corre, al contrario di quanto accade appoggiando il piede molto avanti rispetto al bacino, con il conseguente, inevitabile, abbassamento del baricentro. La sensazione sara quella di sentire per un attimo il piede schiacciato a terra, prima che esso si stacchi dal suolo in modo naturale sfruttando l'elasticità muscolare. Successivamente, appena il piede si staccherà da terra, bisogna portarlo in avanti. Per avere un'idea, pensiamo a come si pedala, con il piede che ha finito di spingere e viene sollevato e portato in avanti: la stessa cosa succede anche nella cosa, naturalmente con un movimento più ampio e non condizionato. E' un movimento che si definisce " circolare" per distinguerlo da quello " pendolare" proprio di molti amatori. Osservate i bambini correre: lo fanno nel modo più naturale possibile. C'è sempre da imparare da loro. Irongabry

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RUNNING E IPOTENSIONE: ECCO COME AFFRONTARLA

29 maggio 2018


Le alte temperature possono compromettere l’allenamento: debolezza, giramenti di testa e nausea sono spesso i tipici sintomi di ipotensione. Ecco come correre ai ripari senza rinunciare alla corsa.L’arrivo dell’estate e l’afa possono favorire episodi di ipotensione: l’aumento delle temperature esterne difatti induce nell’organismo il processo di traspirazione che causa una lenta disidratazione e quindi l’abbassamento dei valori della pressione arteriosa. Questa però non deve essere vista come una scusa per chiudersi in casa con l’aria condizionata e non allenarsi, anzi! Bastano infatti qualche piccolo accorgimento e la giusta alimentazione per affrontare al meglio l’ipotensione e correre senza problemi. Vediamo insieme nel dettaglio come riconoscere episodi di ipotensione e di seguito qualche pratico consiglio per allenarsi in sicurezza integrando i giusti nutrienti.Cause principali della pressione bassaL’ipotensione si ha quando la pressione sanguigna ha livelli più bassi del normale, ovvero inferiori ai 50/90-100 mmHg, che sono i valori accettabili per un adulto. Normalmente la pressione sanguigna reagisce allo sforzo fisico, come una sessione di running, con un aumento generale. In particolare la pressione sanguigna sistolica tende a salire, mentre quella diastolica rimane inalterata. Se invece i valori della pressione sistolica calano con l’esercizio fisico significa che si soffre di ipotensione, che in base alla gravità, si può tradurre in sintomi quali vertigini, nausea, stordimento, pallore, ronzio alle orecchie, offuscamento della vista e sudorazione fredda e persino lo svenimento.Esclusi i casi di patologie come anemia ed ipotiroidismo, la pressione bassa può essere associata ad episodi di caldo eccessivo o a cali glicemici. Nella maggioranza dei casi in condizioni di ipotensione ci si sente deboli, privi di forze e non si riesce a proseguire l’allenamento. È possibile però lavorare sul problema attraverso l’alimentazione.Reintegrare liquidi e vitaminePer quanto possa sembrare scontato, bere è il primo consiglio da tenere sempre a mente poiché, come suddetto, spesso disidratazione e pressione bassa vanno di pari passo. È bene quindi assumere molta acqua, ricca di elettroliti, ma anche centrifugati di verdura e frutta e succhi possibilmente fatti in casa, soprattutto a base di barbabietola, arancia, fragole, mandarini e kiwi, in modo da garantirsi una buona scorta di vitamina C.Una delle bevande più conosciute ed impiegate per “tirare su” la pressione è il caffè. È capace di dare un’immediata sferzata di energia, tuttavia, secondo alcuni studi, sul lungo periodo la sua assunzione tende ad aggravare l’ipotensione per via della sua azione natriuretica, ossia l’eliminazione del sodio attraverso le urine, fattore che causa il calo dei valori pressori. Meglio dunque optare per il tè verde, caratterizzato da un minore contenuto di teina ed un rilascio lento nell’organismo. Ottimi per l’ipotensione anche l’infuso di rosmarino, il karkadé ed il tamarindo.Combattere l’ipotensione con l’alimentazionePassando ai cibi, uno dei rimedi più noti e più deliziosi contro l’ipotensione è la liquerizia pura. Grazie al suo principio attivo, la glicirrizina, agisce sui reni aumentando l’effetto del cortisolo, il famoso “ormone dello stress”, innalzando di conseguenza la pressione sanguigna. Naturalmente è meglio non abusarne poiché dosaggi elevati di glicirrizina causano ritenzione idrica e complicazioni cardiache. Quando si ha la pressione bassa è di fondamentale importanza anche l’integrazione salina, soprattutto di potassio e magnesio. Via libera quindi a tutti quegli alimenti che ne sono ricchi come riso integrale, mandorle, patate, fagioli, zucchine, banane, cacao amaro, albicocche secche, uva passa e verdure a foglia verde. Anche le alghe costituiscono una ricca fonte di minerali, fra cui iodio e sodio. Degli eccellenti integratori sono infine i prodotti delle api: pappa reale, polline e miele, prodighi di enzimi, vitamine e minerali.Il Team di RunningManiahttps://www.runningmania.net/wellness/running-e-ipotensione/

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IMPARIAMO DAGLI ATLETI

28 maggio 2018


Mi piace molto utilizzare lo sport, in particolare la maratona, come metafora della vita. In effetti, le difficoltà non hanno paternità: siano esse propriamente di tipo sportivo o di qualsiasi altro genere, sono pur sempre delle difficoltà. Ciò che conta, e che fa la differenza, è il modo in cui vengono percepite dalla nostra mente e di conseguenza affrontate. Sicuramente, avere un approccio positivo ai problemi può aiutarci meglio a ragionare per trovare una possibile soluzione.Nella quotidianità, spesso questo approccio manca, siamo portati probabilmente per natura, ad avere una visione sconfortante dell’esistenza, a lamentarci, a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto. L’uomo per sua natura tende a concentrarsi su ciò che non va, spesso in preda allo sconforto, perdendo di vista il traguardo e spesso, abbandonando un obiettivo un’ora prima del miracolo del suo conseguimento. Convinzioni limitanti, il pensare di non potercela mai fare, dell’essere fatto così e di non poter cambiare, la mancanza di autostima, il condizionamento sociale, sono tutti fattori che spengono l’entusiasmo, la gioia di vivere, la curiosità che è il motore di ogni esperienza, della crescita. Ed ecco che la motivazione spesso viene meno, soffocata da una mediocrità sociale e negativista che porta al buio, alla morte. In realtà, siamo fatti per splendere. Avete sicuramente notato che quando ridiamo, il mondo si fa più bello, più luminoso, tutto sembra diverso e noi ci sentiamo invincibili. Creiamo le condizioni favorevoli per realizzare i nostri sogni. In questo senso, lo sport insegna molto: partire dal presupposto che nella vita le difficoltà sono una cosa assolutamente normale. È il modo in cui accogliamo le difficoltà a fare la differenza: i campioni dello sport hanno una marcia in più perché capaci di accogliere le difficolta quasi come una benedizione, ringraziandola e chiedendo cosa possono imparare da questa difficoltà per divenire degli atleti e delle persone migliori. In tutto questo, avere la consapevolezza di aver dato il massimo che potevamo, di aver messo tutto il nostro impegno, di aver utilizzato ogni fibra muscolare ed ogni neurone ci aiuterà a vivere in modo soddisfacente e senza alcun rammarico. E' un dato di fatto: una maggiore auto consapevolezza, che ci permetta di valutare in concreto il nostro impatto sugli altri, è un enorme vantaggio per ottenere equilibrio in tutti gli aspetti della nostra vita. Essere innanzitutto " onesti" fino in fondo con noi stessi ci consentirà di stabilire quali sono realmente le nostre possibilità, comprendendo maggiormente quello che stiamo facendo, le possibili opzioni a nostra disposizione ed i risultati che vorremmo raggiungere. Sostanzialmente, se noi pensiamo di non poter fare qualcosa, questo è proprio ciò che normalmente accade. Tanto nello sport quanto nella vita di tutti i giorni. E' provato che a causa della connessione corpo-mente, il corpo faccia ciò che la mente ha determinato, o comunque ne sia fortemente condizionato.  Pertanto, acquisire maggiore auto consapevolezza significa avere ben chiaro in mente ciò che può essere conseguito e successivamente, concentrarsi sul COME conseguirlo. Nel caso specifico dello sportivo qual è l'obiettivo che vuoi conseguire? Un personal best in una gara? concludere la tua prima 10 km? tagliare il traguardo di una maratona? Sai cosa bisogna fare?  " SOGNARE AD OCCHI APERTI"! Detta così, potrebbe lasciarti perplesso, ma considera una cosa: proprio il sognare ad occhi aperti ci permette in qualche modo di avere un'idea del modo vogliamo realizzare il nostro obiettivo.Naturalmente, questa prima immagine di te che vinci la maratona dovrà un attimo essere ridimensionata e calibrata in relazione alle tue reali capacità e possibilità. Per farti un esempio: potrei sognare di vincere la maratona, ma praticamente mi rendo conto che attualmente con i mezzi che ho non mi è possibile realizzarlo. Posso tuttavia mirare a concluderla sotto le 4 ore. Maggiore autoconsapevolezza per migliori risultati concretamente conseguibili. E' fondamentale il ruolo giocato dall'immagine che ognuno ha di se: dal sognare ad occhi aperti, all'individuazione delle nostre abilità e dei talenti, all'immagine positiva che trasmettiamo agli altri e che deve essere congruente con la nostra immagine interiore, alle credenze limitanti che possiamo superare. Esiste una tecnica che permette, giorno dopo giorno, di migliorare la tua autoconsapevolezza, concentrandoti su due aspetti specifici: l'aspettativa di se e l'immagine di se. Bastano dieci minuti al giorno.Trova un posto tranquillo e mettiti in disparte. Appena raggiungi uno stato di calma, prova a visualizzarti mentre raggiungi un successo in ambito sportivo ( immagina di tagliare il traguardo, ad esempio). Immagina questo risultato con tutti i sensi, e pian piano, focalizza la tua attenzione sulle emozioni, sensazioni positive che provi. dovresti avvertire anche una forza immensa attraversarti il corpo e una sensazione di leggerezza e di benessere. Tieni questo stato mentale, percepiscilo bene, fallo tuo. Esci dallo stato mentale e torna nella realtà.  Chiudi gli occhi e recupera lo stato mentale di prima. Esci dallo stato mentale di benessere e torna nella realtà. Come ti senti? Prima del gran giorno della tua gara, fai questo lavoro. Entra nello stato mentale del vincitore e vai!! Vedrai la differenza. Naturalmente, è una tecnica che possiamo applicare nella vita di tutti i giorni, prima di un evento importante, un colloquio di lavoro, un esame. Dobbiamo convincerci con ogni fibra del nostro corpo che siamo degli esseri straordinari capaci di realizzare qualsiasi cosa. Impariamo ad essere curiosi, a gioire fin dalle piccole cose ringraziando quotidianamente di avere tante possibilità, di essere fortunati, di vivere. La vita è una, non abbiamo una seconda possibilità. E dobbiamo viverla al massimo. Ciò non significa che la vita sia tutta rose e fiori. Le difficoltà, come ho già detto, sono assolutamente la normalità. Grandi o piccole che siano. Dobbiamo accettarle ed imparare da loro: come disse Albert Einstein “ Sono grato a tutte quelle persone che mi hanno detto no. E’ grazie a loro se sono quello che sono”. Non bisogna mollare, bisogna avere consapevolezza delle difficoltà ma che dei propri sogni, dei propri valori e fissare degli obiettivi. Come un maratoneta, che malgrado la fatica ed i dolori, malgrado la mente a volte dica alle gambe di fermarsi, prosegue nel suo percorso e non si ferma finchè non raggiunge il traguardo, godendosi il viaggio e non perdendo di vista la meta. Nulla è impossibile, davvero. “ Nessuno può colpire duro quanto può colpire la vita, l’importante è come sai resistere ai colpi e se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti. Un uomo vince solo se sa resistere…. Non se ne va in giro a puntare il dito contro chi non c’entra, accusando prima questo e poi quell’altro di quanto sbaglia…. I vigliacchi fanno così” Rocky BalboaIrongabry

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L'importanza del sonno per uno sportivo

15 maggio 2018


Il sonno è un momento di grande importanza che permette all’organismo di recuperare le forze. Diversi studi, effettuati anche all’estero, hanno dimostrato come sia importantissimo dormire almeno 7 ore a notte. Questo numero si “alza” a 10 ore nel caso di un maratoneta. Per chi esercita attività fisica si consiglia persino di diventare “un’orologio”, andando a dormire sempre alla stessa ora, ed alzandosi con regolarità al solito orario che ci siamo imposti. Per lo sportivo il sonno è fondamentale poiché i muscoli e le articolazioni, affaticati durante l’allenamento, vengono riparati dall’organismo proprio mentre dormiamo. Il riposo, in particolare il sonno, per uno sportivo è importante tanto quanto l'allenamento e l'alimentazione. Dormire bene, infatti, ha un impatto positivo sul nostro corpo e sulla nostra mente. Dormire male, al contrario, a causa di continui risvegli provoca alterazioni ormonali con conseguenze negative sul metabolismo. Tutto questo determina stress che fa aumentare la produzione di cortisone e provoca nel tempo disturbi come la ritenzione idrica, riduzione della crescita muscolare e aumento della massa grassa, indebolimento del sistema immunitario. Ma come riposare bene?Innanzitutto, è consigliato avere dei ritmi regolari di sonno- veglia, cercare di alzarsi al mattino sempre alla stessa ora ed andare a dormire anche ad orari regolari. Un riposino pomeridiano è concesso. Nei periodi di particolare stanchezza poi, ci si può affidare anche a dei micro-sonni, anche di una decina di minuti soltanto, perché è scientificamente provato che aiutano a sentirsi più riposati. Ovviamente uno dei problemi principali di chi non riesce a riposare bene è la difficoltà a prendere sonno, che poi porta all’insonnia. Occorre dunque essere capaci di evitare comportamenti che incidono negativamente sulla possibilità di addormentarsi subito. Una delle principali causa dell’insonnia è spesso la cattiva alimentazione. Ci sono degli alimenti nemici del sonno, in particolare quelli salati e anche l’alcol. Quest’ultimo, è vero, può dare sonno, ma in realtà disidrata il corpo e di conseguenza fa venire sete durante la notte, disturbando il sonno. Infatti non conta solo quanto dormiamo, ma come dormiamo e se il sonno è spesso interrotto possiamo stare nel letto anche 10 ore, ma non ci sentiremo mai sufficientemente riposati. Cosa mangiare allora?Cibi che contengono vitamine del gruppo B, calcio, magnesio, amidi, quindi pasta, pane, patate. E vanno bene anche cibi che aiutano il nostro corpo a produrre melatonina e serotonina, gli ormoni che ci aiutano a dormire bene e tra questi ci sono i latticini, i legumi, il frumento integrale, verdure come spinaci e lattuga, frutta secca, frutta fresca come banane e mandarini. Un altro piacevole aiuto a conciliare il sonno può venire dall’aromaterapia, nella forma di oli essenziali diffusi nell’ambiente in cui si dorme oppure messi in gocce sul cuscino o su un fazzoletto da tenere a portata di mano. Aloe vera e lavanda i più gettonati. Altri aromi indicati sono maggiorana, sandalo, melissa, valeriana, passiflora, biancospino, tiglio e poi, ovviamente, l’immancabile camomilla, che quando si tratta di favorire il relax è sempre utilissima.E’ fondamentale cercare di far passare qualche ora tra l’ultimo allenamento e il riposo, perché l’attività fisica mette in circolo adrenalina e noradrenalina che non favoriscono il sonno. Anche guardare troppo schermi di pc, tablet e telefonini potrebbe disturbare il riposo nei soggetti più sensibili, ma ci sono sempre più casi di gente che è talmente abituata agli schermi che li considera un aiuto ad addormentarsi. Sempre consigliata, poi, la lettura di un libro non troppo impegnativo poco prima di prendere sonno.Nello specifico, ecco 5 dritte per lo sportivo che finisce tardi un allenamento:non fate una doccia veloce, ma prendetevi il giusto tempo: una doccia veloce non fa altro che mantenere lo stato di allerta nell’organismo;non abbuffatevi per recuperare le calorie spese: meglio fare una colazione più abbondante e avere una digestione notturna meno problematica;non andate a dormire a stomaco vuoto o mangiando troppo poco, pena l’organismo che tiene svegli perché ha bisogno di sfamarsi: saziatevi correttamente senza eccedere;non bevete troppa acqua poco prima di coricarvi: meglio forzarsi a bere di più subito dopo l’allenamento anche se non si ha sete;dalla fine dell’allenamento, considerate almeno 3 ore prima di coricarvi e al massimo 5 ore.Queste direttive derivano dal fatto che è vero che lo sport fa dormire meglio generalmente, ma se lo sforzo è prolungato (oltre l’ora, vale anche per i lenti) e/o molto intenso, il corpo ha bisogno di “disattivarsi” e per fare questo ci vuole tempo. La doccia fatta con calma, anche con acqua calda e sali, non ha alcun effetto reale sul recupero muscolare. L’azione che si ottiene è puramente rilassante, per evitare che sia proprio il cervello a rimanere ancora in allerta. Il concetto di “disattivazione” è perfettamente normale e non c’è da preoccuparsi, non succede nulla e non fa male. Ma ci vuole tempo, appunto! O almeno un minimo per chi si allena per la salute. Il tempo minimo di “disattivazione” è di 3 ore, tempo in cui la frequenza cardiaca torna in condizioni di riposo. Al massimo sono 5 ore, ma ovviamente ci sono fattori, anche spesso psicologici, che ritardano il processo. Quindi, dopo l’allenamento provate a fare tutto tranquilli e rilassati. So che per molti è difficile “staccare la mente” dopo l’allenamento, magari se è andato bene. Ma si può fare! Ad esempio, un altro errore consiste nel terminare di allenarsi davanti al cancello di casa. Fermatevi prima e rientrate a casa con 5-10′ di cammino o defaticamento serio. Fidatevi, sembra una sciocchezza ma non solo scongiura problemi respiratori e muscolari, bensì aiuta moltissimo anche nella fase di “disattivazione” e smaltisce meglio l’acido lattico. Se non lo fate, quei 5-10′ che pensate di aver guadagnato li perdete ampiamente con gli interessi. Si deve in ogni caso, considerare anche il livello di attività giornaliera complessiva e il grado di allenamento, la soggettività e la comodità personali. Taratevi con l’esperienza e la conoscenza di voi stessi. È vero quello che in molti dicono sugli sportivi, cioè che lo sportivo deve imparare a diventare un “orologio umano”

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Oggi corro qui: Buenos Aires

20 aprile 2018


Come ben saprete, viaggiare è una delle mie più grandi passioni. Quando poi al viaggiare si aggiunge anche la possibilità di correre, il binomio è assolutamente perfetto!Questa volta, la mia corsa si è svolta in Argentina a Buenos Aires! Praticamente sono finita dall'altra parte del  mondo, anzi proprio alla fine del mondo!Situata nell'America del Sud, nell'emisfero australe, l'Argentina offre panorami mozzafiato e diversificati, passando dal caldo di Buenos Aires, grande megalopoli con i suoi 3milioni di abitanti, al fascino e al freddo della Patagonia fino ad arrivare ai confini con l'Antartide nella terra del fuoco. Ho avuto possibilità di visitare nel corso di questa vacanza la città di Buenos Aires nei vari quartieri detti Barrios che la compongono. Alcuni di essi molto moderni e popolati da una moltitudine di persone e turisti  nelle strade, altri invece purtroppo pericolosi e da visitare con le dovute cautele al fine di evitare spiacevoli inconvenienti. In ogni caso, con qualche accortezza ed evitando di portare con se oggetti di valore o grosse somme di danaro, Buenos Aires è una città da girare con una buona tranquillità.La zona in cui mi trovavo ad alloggiare era molto centrale sulla Avenida 9 de Julio in prossimità del famoso Obelisco, simbolo della città di Buenos Aires, luogo dove tutti i turisti vanno a fare delle belle foto. L'Avenida 9 de Julio, una delle vie di comunicazione principali di Buenos Aires, è un grandissimo viale alberato con bei marciapiedi, negozi ed un gran via vai di gente ad ogni ora del giorno e della notte. Consideriamo che trattandosi di emisfero australe praticamente mi sono ritrovata in estate con trenta gradi, lasciando in Italia il grigiore dell'inverno. Procedendo lungo la avenida 9 de julio si arriva quindi all'obelisco dove la prima cosa che salta all'occhio è la presenza imponente delle due iniziali della città B e A a caratteri cubitali scritte con delle aiuole. Procedendo oltre, scendendo verso la zona costiera, si incontra la zona centrale tutta isola pedonale con i suoi negozi, i suoi palazzi imponenti in stile liberty, la galleria commerciale El pacifico fino ad arrivare alla zona piu moderna di Buenos Aires denominata Porto Madeiro. La presenza dell'università cattolica di Buenos Aires, di numerosi locali punto di ritrovo dei giovani, di un magnifico lungofiume dove poter passeggiare e degli imponenti grattacieli rende questa parte di Buenos Aires una zona molto moderna e chic, da assaporare soprattutto al tramonto. Procedendo verso nord, si incontra poi il famoso quartiere Palermo, da sempre simbolo della Buenos Aires "bene" con i suoi giardini ben curati, i suoi parchi e monumenti. una zona perfetta per correre: ampi spazi verdi ben curati e tanti runners! Esistono poi delle zone affascinanti e storiche di Buenos Aires ma non adatte alla corsa, soprattutto in solitaria e nelle ore serali. Tipico è il quartiere del La Boca, sede della Bombonera luogo cult del calcio e di Maradona. La zona pur essendo turistica è comunque poco raccomandabile: pertanto, si consiglia di visitare esclusivamente di giorno, rimanendo solo ed esclusivamente lungo il percorso piu turistico evitando di avventurarsi nelle zone meno conosciute ed in ogni caso, evitando di portare con se molto denaro o oggetti di valore visibili.Buenos Aires è una città giovane, vivace multiculturale dai mille colori e mille sfaccettature. ogni Barrio presenta delle caratteristiche proprie che lo rendono unico  e particolare ed è bello conoscerli attraverso la corsa che permette di coglierne ogni aspetto, anche il più piccolo ma significante. sfumature di colori, stili architettonici diversi, perfino caratteristiche differenti della gente che puoi incontrare nelle strade: dalla signora ferma ad aspettare il bus, al lavoratore in bicicletta, alla ragazza intenta a bere il suo mate nella tipica tazza. Il tutto in una perfetta commistione di elementi cosi diversificati da rendere tale città indimenticabile agli occhi del turista. E' proprio così che la ricorderò: Buenos Aires ha conquistato un pezzo del mio cuore.Irongabry

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Stretching e yoga nella pratica sportiva: per migliorare...rilassandoci!

09 aprile 2018


Lo sport, si sa, fa benissimo. Ci aiuta a rimanere giovani, attivi, efficienti. Praticare uno sport ci rende più allegri, resilienti, in grado di interagire con il mondo che ci circonda e di migliorare la nostra autostima. Permette di ritrovare noi stessi, i nostri limiti, definendo le nostre ambizioni e gli obiettivi che vorremmo raggiungere nel tempo che ci prefissiamo. Ma lo sport richiede cura, dedizione, attenzione costante per preservare i nostri muscoli e le nostre articolazioni che soggette al carico dell'allenamento, potrebbero andare incontro ad infiammazioni o peggio a veri e propri infortuni.  Un aiuto è offerto dallo stretching, meglio ancora, dallo yoga. Sul punto, non mancano opinioni contrastanti, ma personalmente, trovo nella pratica dello yoga e dello stretching un valido aiuto per combattere rigidità muscolare mantenendo il corpo elastico e reattivo.  Dedicare del tempo alla pratica dello stretching prima e dopo l'allenamento può contribuire a rendere più efficiente l'attività sportiva riducendo il rischio di infortuni, in quanto i muscoli divengono più flessibili e quindi meno predisposti a traumi. Il consiglio è quello di dedicare a tale pratica almeno 20 minuti ( ma si può tranquillamente aumentare, in base alle capacita di ognuno di noi) magari suddividendoli in dieci minuti prima e dieci minuti dopo l'allenamento. Importante ricordare che non è affatto tempo perso, bensì sono esercizi preziosi ed importanti per rendere il nostro allenamento più efficiente e meno traumatico.  Soprattutto per i non più giovincelli, praticare regolarmente lo stretching o meglio ancora lo yoga garantirà una maggiore elasticità ed allungamento muscolare utile anche per mantenere una postura corretta ed ottenere un gesto atletico più efficiente ed economico in termini di dispendio energetico. Nel caso di patologie come la fascite plantare, o la sindrome della bandeletta ileotibiale la pratica regolare e quotidiana dello stretching o di appositi asana di yoga può essere necessaria per la risoluzione di tale tipologia di infortunio.  Infatti, ciò che può ostacolare l’esecuzione del movimento rendendo rigido il nostro corpo è proprio il muscolo, che se da una parte determina il movimento dei segmenti corporei, dall’altro lo ostacola se non sufficientemente elastico. Questa mancanza di elasticità può verificarsi sia nel caso in cui il muscolo sia robusto, sia nel caso in cui il muscolo è debole: perde la propria cedevolezza e capacità di allungamento se viene troppo potenziato o, al contrario, se non viene usato. Il metodo di allungamento può essere attivo o passivo. Il primo consiste in un movimento attivo eseguito con gesti lenti e progressivi. Con l’allungamento passivo, invece, il muscolo viene allungato grazie all’aiuto di una forza esterna come ad esempio la forza di gravità o altri attrezzi. Una volta raggiunta la posizione di allungamento, la si mantiene dai 15 ai 30 secondi, senza superare la soglia del dolore. In seguito si esegue una pausa di rilassamento di 30 secondi e si ripete. Un vero e proprio toccasana per contrastare mal di schiena e tendiniti è inoltre lo yoga,  importantissimo per rigenerare muscoli e mente: praticare lo yoga dopo aver fatto sport consente di allentare le tensioni muscolari ed articolari ed, al contempo, di rivolgere l'attenzione all'ascolto del corpo e della mente, attraverso anche una corretta respirazione diaframmatica lenta e profonda. Un respiro calibrato e ben coordinato all'attività svolta contribuisce ad un minor dispendio energetico e una maggiore resistenza a lungo termine.  Attraverso la pratica dello yoga, attraverso i vari Asana, il nostro corpo e la nostra mente ritrovano concentrazione ed autocontrollo, rimanendo così concentrati sull'obiettivo che si vuole raggiungere, combattendo ansia e stress.  Cosa sono gli Asana? Sono posizioni del corpo statiche, con una determinata postura, che si mantiene entro un certo tempo di solito all’inizio 30-60 secondi ma anche più man mano che si diventa bravi. Si afferma che gli asana sono moltissime, addirittura migliaia. Infatti, se ci pensi bene, le posizioni che può assumere il corpo umano possono veramente essere infinite. Hanno nomi semplici, spesso di animali o elementi della natura, proprio a voler richiamare l’intima connessione che lega l’uomo all’universo che lo circonda. Gli asana se praticati nel modo corretto agiscono su tre livelli: quello fisico, mentale ed energetico. Sul corpo agiscono direttamente, mentre a livello mentale ed energetico hanno degli effetti indiretti. L’esecuzione dovrebbe essere calma, serena e durevole sia a livello fisico che mentale. Attraverso questo atteggiamento, ed attraverso la pratica costante con una buona dose di pazienza, lo yoga ti consentirà di ritrovare un profondo equilibrio non solo nel corpo, ma anche nello spirito e nella vita in generale con maggiore consapevolezza in te stesso e grande forza di volontà. Differenze fra stretching e yoga? Da un punto di vista muscolare ed articolare sia lo stretching che lo yoga utilizzano degli esercizi in cui prevale una fase statica. Lo Yoga, a differenza dello stretching, si occupa non solo della salute del nostro corpo, ma di tutto l’essere nella sua interezza, al fine di ottenere una mente serena e disponibile ed uno spirito armonioso al quale corrisponde un corpo sciolto e flessibile. Si può affermare che lo yoga sia il precursore dello stretching sebbene riguardi una dimensione piu alta che considera l’uomo come l’insieme di corpo, mente e spirito che si compenetrano ed influenzano reciprocamente. Lo yoga aggiunge un profondo ed intenso lavoro mentale per indurre alla consapevolezza ed agire tramite l’autocontrollo sui sensori tendinei ed articolari, inibendone le reazioni. Yoga e stretching non presentano quindi sostanziali differenze dal punto di vista prettamente muscolare. Le divergenze riguardano, piuttosto, gli obiettivi perseguiti che nello yoga sono fisici, psichici e mistici. Lo yoga mette in risalto la mente e l’importanza della concentrazione, mentre lo stretching si sofferma sullo studio degli esercizi solo da un punto di vista neuromuscolare ed articolare. NAMASTE’  Irongabry

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La respirazione diaframmatica nella vita quotidiana e nello sport

07 marzo 2018


Respirare è naturale, fondamentale. Eppure....siamo certi di respirare correttamente?Questa funzione fisiologica comune a tutti gli esseri viventi è alla base della vita, in quanto rappresenta l'unico mezzo attraverso il quale ottenere l'ossigeno necessario in tutto il corpo a livello cellulare. La respirazione presenta una caratteristica che la rende unica: può infatti essere sia involontaria che volontaria. Per gran parte della giornata noi respiriamo senza rendercene conto, secondo un certo ritmo, introducendo nei nostri polmoni una determinata quantità di aria ed espellendone altrettanta. Tuttavia, volendo, possiamo anche controllare il nostro respiro, ad esempio trattenendo l'aria ovvero controllando il ritmo, l'ampiezza e la durata di ogni singolo respiro. Questo è un punto di fondamentale importanza per il nostro benessere. La respirazione è infatti legata allo stato psicofisico della persona: nella quotidianità tutti abbiamo esperienza di come il nostro modo di respirare possa modificarsi in presenza di una forte emozione, di uno sforzo fisico intenso, oppure di uno stato di profondo relax come quando andiamo a dormire o comunque ci sentiamo in pace con il mondo. Fattori legati allo sforzo fisico ma anche alla sfera psicologica possono quindi influenzare il nostro modo di respirare. Una persona ansiosa tenderà ad avere una respirazione superficiale, poco profonda. al contrario, una persona calma e tranquilla avrà una respirazione piena, profonda e lenta.In tutto questo, un ruolo fondamentale è svolto dal diaframma.Il diaframma é una lamina muscolo-tendinea avente la forma di una cupola la cui convessità è rivolta superiormente verso il torace e la cui concavità è rivolta inferiormente verso l'addome. Esso è formato da un ampio tendine Centrale detto centro frenico dal quale originano oi fasci carnosi del muscolo che si inseriscono sullo sterno, sulle coste e sulle vertebre. Il diaframma presenta inoltre diversi legamenti che lo mettono in connessione anche con il cuore ed il colon; presenta inoltre orifizi attraverso cui passano l'aorta, l'esofago e la vena cava inferiore ( fonte Wikipedia).La respirazione corretta è quella diaframmatica. Tuttavia, poche persone naturalmente, respirano utilizzando il diaframma: spesso il tipo di respirazione è prevalentemente toracica non altrettanto efficace come quella diaframmatica. Sbloccare il diaframma infatti, permette di avere innumerevoli benefici sia a livello fisico che psicologico. L'uso del diaframma durante la respirazione ci permetterà infatti di avere maggiore controllo delle nostre emozioni e dello stress, oltre a permettere la gestione di problemi di natura fonatoria, digestiva, posturali.Pensate all'importanza della respirazione per una donna in travaglio: proprio controllando il respiro è possibile gestire meglio contrazioni e dolore. Per quanto riguarda la corsa, la respirazione diaframmatica svolge un ruolo fondamentale. Consideriamo infatti che la respirazione regolata dal sistema toracico, pur favorendo l'allogamento della gabbia toracica e quindi permettendo un maggiore afflusso di ossigeno, presenta tuttavia lo svantaggio di costringere i muscoli accessori ad un super lavoro, con conseguente indolenzimento e dolori muscolari specie al collo ed alla testa. Il diaframma sarà quindi poco attivo ed il respiro poco efficace.Utilizzando il diaframma ed effettuando la respirazione addominale, l'addome si espande e si ritrae mentre il torace fare dei minimi movimenti in maniera fluida. La respirazione diaframmatica durante l'attività fisica è fondamentale per ottimizzare la resa dello sforzo e ridurre l'accumulo di acido lattico. Le persone che non fanno sport, spesso lamentano il cosiddetto fiatone anche in seguito a movimenti di scarsa intensità. Ciò è dovuto anche ad uno scarso o nullo allenamento dei muscoli respiratori e del diaframma che sarà bloccato. Durante la corsa la respirazione dovrebbe avvenire principalmente con il naso e solo parzialmente con la bocca. attraverso il naso infatti, l'aria respirata viene riscaldata favorendo l'ossigenazione dei tessuti e dei muscoli, fornendo loro energia.L'aria riscaldata evita inoltre raffreddamenti al sistema respiratorio e scongiura il rischio di raffreddori o irritazioni, oltre a filtrare il pulviscolo atmosferico.Prendiamo la buona abitudine di ritagliarci dieci minuti del nostro tempo al giorno per eseguire degli esercizi che sbloccano il diaframma.  Vi suggerisco questo ESERCIZIO:Sdraiatevi supini, rilassatevi e cominciate a respirare.Prendete consapevolezza di voi stessi e del vostro respiro. Mettete una mano sulla pancia ed una sul petto e respirando dal naso, cercate di gonfiare solo la pancia lasciando fermo il torace. poi espirate con la bocca aperta e sgonfiate la pancia. Il torace deve essere il più possibile fermo. Al posto delle mani, potete anche appoggiare un libro sulla pancia e provare a sollevarlo durante la fase di inspirazione ed abbassarlo durante quella di espirazione. l'aria espirata deve essere calda, piena, delicata. Il respiro deve appena sentirsi. State lavorando con il diaframma. Occhio ai giramenti di testa ed all'perventilazione. In caso fermatevi e respirate normalmente. Pian piano che prenderete confidenza con il diaframma, provate ad eseguire lo stesso esercizio da seduti e quindi in posizione eretta.IronGabryTratto da http://www.my-personaltrainer.it/respirazione-diaframmatica.htmlTratto da http://www.my-personaltrainer.it/respirazione-diaframmatica.html

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Hai iniziato a correre? Occhio a questi errori!

15 gennaio 2018


TI sei convinto? Finalmente hai deciso di dare una svolta alla tua vita iniziando a praticare una sana attività sportiva quale la corsa? BENE! Saggia decisione, non te ne pentirai. E adesso? Ti prepari per la tua prima corsa ma concretamente cosa devi fare? Tiri fuori il primo paio di scarpe da tennis che ti capitano sotto tiro, ti vesti con la tuta pesante, con dell'abbigliamento in cotone? calze, quali? quelle belle colorate che metti per uscire?Occhio! se devi uscire a correre in questo stato, fai altro.Piuttosto, cosa fare?Iniziamo dalla scelta delle scarpe: mai, dico mai, correre con scarpe di ripiego o utilizzate specificatamente per altri sport ( vedi tennis o pallavolo). La scarpa da Running presenta delle specifiche tecniche che la rendono adatta a questo sport e va usata solo per correre, non per svolgere altre attività sportive in quanto ciò rischierebbe di comprometterne la funzionalità e le caratteristiche. Per trovare la scarpa da corsa più adatta alle nostre esigenze, rivolgiamoci sempre al personale specializzato dei negozi sportivi, che attraverso una analisi della postura e soprattutto dell'appoggio, ti indirizzerà nell'acquisto della scarpa giusta per Te. Ti ricordo che scarpe sbagliate non solo potrebbero causare vesciche a tagli, ma anche infiammazioni diffuse, dolori alle ginocchia e caviglie, nella migliore delle ipotesi. Inoltre, le scarpe da corsa vanno cambiate ogni tot di km ( io in genere ogni 600 km) in quanto nel tempo perdono ammortizzazione e quindi non sono più efficienti ed in grado di proteggere la corsa.( ti rimando ad un mio precedente articolo https://irongabry.it/2016/02/29/come-scegliere-le-scarpe-da-running-1-parte e https://irongabry.it/2016/03/02/come-scegliere-le-scarpe-da-running-2-parte )Passiamo all'abbigliamento:mi capita frequentemente di vedere runners principianti allenarsi eccessivamente coperti. Questo non va bene, neanche con temperature fredde. Se nella stagione estiva va bene un pantaloncino ed una canotta ( in realtà a me va bene cosi anche a gennaio) d'inverno è bene vestirsi a strati. I negozi specializzati hanno tutto quello che occorre al nostro scopo, con maglie intime, giacche, antivento, softshell, ma sempre in relazione alle temperature esterne. Se devo proprio indossare qualcosa di più pesante ad esempio, preferisco un pantalone lungo o tre quarti quando esco per fare ripetute o allenamenti veloci per mantenere i muscoli al caldo. Meglio sentire freddo all'inizio dell'allenamento che partire troppo pesanti: il corpo man mano che si corre produce calore, dopo pochi km si sta bene anche in maniche corte e con 5 gradi. https://irongabry.it/2017/10/04/hai-iniziato-a-correre-non-mollare-con-larrivo-del-freddostay-motivatedD'estate invece, mi capita di vedere runners che si allenano con il k-way addosso malgrado ci siano temperature roventi. Sfatiamo un mito: non si dimagrisce cosi. si perdono solo liquidi preziosissimi. Il dimagrimento è frutto di allenamento, alimentazione corretta, giusto riposo. Non serve a nulla sudare impacchettandosi con 40 gradi rischiando la salute.( dai un'occhiata https://irongabry.it/2016/04/12/correre-con-il-caldo-niente-paura)La scelta dei capi: ormai in commercio esistono capi tecnici in grado di mantenere la temperatura corporea costante in qualsiasi stagione, che permettono al sudore di evaporare in modo tale da far traspirare adeguatamente la pelle ed evitare colpi di calore o sensazioni di freddo. MAI usare capi in cotone, che determinano una sudorazione eccessiva, con capi inzuppati ed appesantiti a cui si associa il rischio di raffreddarsi in caso di soste anche brevi, oltre il rischio di belle irritazioni nelle zone più delicate del nostro corpo. Un accorgimento sara quello di portare dei vestiti di ricambio se il luogo in cui si corre è lontano da casa e cambiarsi immediatamente alla fine dell'allenamento. Accessori:Cuffie: hanno senso, soprattutto per i principianti che potranno trovare nella musica l'iniziale stimolo o la giusta motivazione ( specie nel caso di allenamenti in solitaria).Cardiofrequenzimetro: ormai accessorio indispensabile, ne esistono di tanti tipi e con caratteristiche tecniche differenti. Valido strumento immancabile al polso di ogni runner, all'inizio in realtà se ne può fare anche a meno. Man mano che gli obiettivi diverranno sempre più ambiziosi, sarà invece opportuno possederne uno ( dai un'occhiata a questo articolo https://irongabry.it/2017/05/24/luso-del-cardiofrequenzimetro)IronGabry

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motivazione e sport: Enjoy your life!

18 novembre 2017


La motivazione, nello sport così come nella vita quotidiana è la chiave di tutto. Essere motivati, curiosi ed entusiasti nella propria quotidianità permette di vivere meglio e di ben orientarci verso la realizzazione di obiettivi prefissati.Hai presente quando, all’inizio dell’anno nuovo o al rientro dalle ferie estive, ti senti carico pieno di energie e ti proponi dei traguardi da raggiungere? Che sia imparare una nuova lingua o perfezionare una già conosciuta, suonare uno strumento, intraprendere un nuovo corso di studi, una dieta o uno sport, ti senti pronto a ripartire pieno di buoni propositi, complice il riposo o la semplice idea ben valida de ” anno nuovo vita nuova”.Questo iniziale entusiasmo deve essere adeguatamente sorretto dalla motivazione, dalla costanza nel tempo, altrimenti con il passare dei giorni tenderà ad affievolirsi sempre più, “perdendosi per strada”. E’ possibile che tra i vari obiettivi prefissati taluni vengano in effetti abbandonati, magari perché in corso di causa ti rendi conto che ” non fa per te”. Non preoccuparti, concentrati sulle cose e sulle attività che veramente ti aggradano e fanne tesoro.Essere motivati vuol dire avere un perché nel perseguire determinati scopi. E questo perché deve essere più forte di tutte le difficoltà che incontrerai per giungere alla loro realizzazione. Ma anche nell’abbandonare una determinata attività, dovrai comunque avere una motivo che ti spinga a farlo. In altre parole, la motivazione è il complesso di quelle dinamiche comportamentali e psichiche intrinseche ed estrinseche che inducono l’individuo al compimento di una determinata azione.La paura di fallire o di essere giudicato è sempre dietro l’angolo: tuttavia devi “iniziare a fare”, considerando il fallimento possibile ma non inevitabile ( che poi non esiste il fallimento, piuttosto feedback ovvero delle informazioni che otteniamo dall’esperienza che ci permettono di crescere e di ricominciare, continuare e migliorare, imparando dai propri errori).Bisogna mettersi in gioco, nello sport come nella vita tendendo conto che la paura di sbagliare alimenta un circolo vizioso per cui non si fa niente per paura di non saper fare niente e dal quale è difficile uscire.Poniti degli obiettivi sia a breve che a lungo termine. Un consiglio? Prendi carta e penna e SCRIVILI, che siano obiettivi da realizzare entro la settimana, il mese, l’anno, metti giù tutto per iscritto: ti aiuterà a focalizzarli meglio.Ogni volta che persegui un obiettivo, PREMIATI! Che sia una fetta di torta, un bel paio di scarpe, l’ultimo modello di gps da polso, una serata al cinema! Accostare il piacere di un premio al risultato può aiutarti ad essere più motivato nel perseguimento degli obiettivi successivi.PENSA POSITIVO! Visualizza i benefici che potresti conseguire una volta raggiunto l’obiettivo e presta attenzione alle sensazioni di benessere che provi immaginando di conseguirlo.  Recupera questo stato mentale ogni qual volta ti senti scarico e demotivato e magicamente ritroverai tutte le energie!!Provare non costa niente!! A qualsiasi età! NEVER GIVE UP!Irongabry

sport, corsa, benessere

Allenamento a suon di musica

20 ottobre 2017


Allenamento e musica...Binomio perfetto? dipende.Sul punto, le opinioni contrastanti non mancano. Ci sono soprattutto due differenti scuole di pensiero:Da una parte, c'è chi ritiene che correre ascoltando musica in qualche modo "inibisca" il gesto atletico. L'ascolto di un brano musicale infatti, può essere in grado di suscitare in noi emozioni particolari in grado di alterare la percezione della fatica: tuttavia, la conseguenza diretta sarebbe che tendendo a rilassarsi, il corpo non sarebbe in grado di spingere al massimo.  L'uso della musica in qualche modo ci distrarrebbe, non potendo il nostro cervello fare bene più cose contemporaneamente e quindi ascoltare un brano musicale distoglierebbe la nostra attenzione sulla postura, tecnica di corsa, fiato, battito cardiaco...il vantaggio sarebbe pertanto soltanto illusorio.Ciò che è vero, è che in generale la musica influisce sul nostro umore, ma questo non sarebbe sempre positivo nel caso di prestazione atletica. Al contrario, c'è chi ritiene che grazie alla musica si realizzerebbe un effetto simildopante: attraverso le sensazioni provocate dall'ascolto della musica ed alla percezione di minor fatica,  secondo questo orientamento, Il nostro corpo sarebbe in grado di incrementare la performance sportiva attraverso l'ascolto di determinati brani.La corsa ti forma, plasma il corpo e la mente, ti permette di acquisire maggiore consapevolezza delle tue possibilità e dei tuoi limiti.La percezione della fatica ad un certo punto dell'allenamento è fondamentale per ottenere questo risultato e l'uso della musica può in qualche modo falsare le sensazioni che si provano.Vero è che, nei momenti di difficolta, quando tutto sembra volerti dire di mollare, ascoltare un brano musicale con un certo ritmo può aiutare la nostra mente a ritrovare l'energia necessaria per ultimare l'allenamento. Spesso questo avviene negli allenamenti lunghissimi, soprattutto nel caso di principianti, per evitare che fatica e noia possano prendere il sopravvento.  Con il tempo, si impara ad ascoltare unicamente il proprio corpo.La scelta di certi brani musicali con un certo beat, può essere d'aiuto per impostare e mantenere un determinato ritmo di corsa, quasi come se la musica svolgesse la funzione di scandire i nostri passi come una sorta di metronomo. In effetti, in questo caso ascoltare dei brani può rivelarsi molto utile. Un brano musicale può a seconda della melodia e del ritmo eccitarci, stimolarci, ma anche deprimerci, renderci nostalgici, farci addirittura piangere. Un brano apparentemente grintoso, potrebbe rievocare in noi stati d'animo tutt'altro che piacevoli, ed essere pertanto, talvolta, controproducente. Fece scalpore il divieto introdotto nel 2007 dalla federazione americana di atletica sull'impiego di auricolari durante la Maratona di New York. Inizialmente interpretato come divieto introdotto per motivi di sicurezza, successivamente la federazione chiarì che tale divieto era stato introdotto per evitare di concedere vantaggi a coloro che correvano ascoltando musica. Quindi musica come doping?Personalmente, ho una particolare predilezione per la musica. Saranno i miei studi musicali, approfonditi su più fronti,  ma soprattutto una predisposizione naturale, ma sono molto molto sensibile alla musica, Devo dire che durante la corsa i brani cosiddetti di " uplifting groovie" sono assolutamente capaci di darmi una marcia in più, Soprattutto nei momenti di difficoltà ( o durante i lavori noiosi in pista) ma anche nella vita di tutti i giorni. Ascoltare certi brani possono essere in grado di farmi cambiare umore in pochi secondi. Se ho trascorso una brutta giornata, a volte mi basta ascoltare un brano e in pochi secondi sto da favola!!!! In genere cerco di allenarmi senza uso di auricolari, ma li porto con me. Preferisco utilizzarli solo nel caso in cui avverto un momento particolare di stanchezza o crisi,  E' sempre bene abituare bene la mente a reggere la fatica senza l'uso di musica.Se ascoltando una canzone per la prima volta sento che suscita in me una certa energia positiva, nel giro di poco tempo si trova già nella mia playlist per correre. Se poi mentre lo ascolto mi viene la pelle d'oca allora è  perfetto!!!! A volte basta un certo ritmo o un particolare giro di basso, per ritrovare la giusta motivazione con la musica!!! Nel caso in cui si decida di correre con gli auricolari, il consiglio è quello di mantenere un volume relativamente basso o di optare per modelli che non annullino completamente i suoni esterni. Soprattutto quando si frequentano strade trafficate o posti troppo isolati, la prudenza non è mai troppa. La musica può essere fonte di numerose distrazioni. Ascoltiamo il ritmo del nostro cuore e dei nostri passi. Irongabry

sport, alimentazione, corsa

Sport e malanni di stagione. Come comportarsi?

20 settembre 2017


Ormai l'estate sta volgendo al termine.  Le giornate si accorciano, gli impegni aumentano...la spensieratezza estiva mi sta abbandonando. AHIME'.Non vi nascondo che ho già nostalgia, anche se in fin dei conti, qui in Sicilia siamo fortunati e le giornate soleggiate e a volte tiepide ci accompagnano anche durante il periodo invernale. Ogni tanto, però, nevica pure. Fin in spiaggia.Dicevo, le temperature adesso progressivamente diminuiranno, e frequenti saranno gli sbalzi termici. L'arrivo dei primi freddi non deve farci trovare impreparati: occhio ai malanni di stagione! Può capitare di beccarsi un bel raffreddore! Per rinforzare il sistema immunitario, via libera a tutti gli alimenti che contengono vitamina C: broccoli, spinaci, carote, cavolfiori, pomodori, agrumi, kiwi per citarne alcuni) ed eventualmente assumere integratori naturali come la rosa canina, l'acerola o la pappa reale ( il vostro erborista di fiducia potrà consigliarvi al meglio), nonché assunzione di probiotici attraverso lo yogurt ( meglio se naturale).Ma se nonostante tutti gli sforzi, il raffreddore arriva, a quel punto la domanda inevitabile è: mi alleno o no?Beh, a seconda dei punti di vista potrà essere una buona o cattiva notizia, ma.. allenarsi con il raffreddore è possibile ed in alcuni casi perfino benefico e quindi da consigliare.E' risaputo che lo sport indubbiamente stimola le difese immunitarie e riduce il rischio di contrarre malattie. Chi pratica attività fisica moderata ha un sistema immunitario migliore che consente di evitare o quantomeno ridurre la sintomatologia tipica dei malanni di stagione, tutto questo unito ad una sana alimentazione, giusti tempi di recupero e ore di sonno sufficientemente adeguate ( 8-9 ore). L’attività fisica intensa potrebbe, di contro, ridurre le difese immunitarie: quindi occhio al tipo di allenamento che si fa e come si fa!Il rischio di sovrallenamento è sempre in agguato.In generale, nell’ambito sportivo si è. soliti applicare la “regola del collo”: i sintomi dal collo in giù ( malesseri gastrointestinali, nonchè tosse, bronchiti..) impongono un po’ più di riposo prima della ripresa dell’attività sportiva, mentre i sintomi al di sopra del collo (quindi sintomi da raffreddore per intenderci) non costituìrebbero rischio per l’allenamento. Ed in effetti, una corsa quando si è vittima di un bel raffreddore spesso e volentieri porta gran giovamento riducendo la sintomatologia migliorando la respirazione e accelerando il processo di guarigione. L’importante è cambiarsi immediatamente dopo l’allenamento per evitare sbalzi termici che potrebbero ulteriormente indebolire le difese immunitarie. Lo stesso dicasi per il nuoto, attività che personalmente elogio nel caso di raffreddore: infatti sebbene le prime vasche siano nuotate con difficoltà per via del naso chiuso, successivamente si prova gran beneficio realizzandosi un effetto altamente decongestionante delle alte vie respiratorie.Ovviamente, qual ora la patologia sia qualcosa di più impegnativo di un semplice raffreddore, appare opportuno valutare il singolo caso concreto e chiedere consiglio del proprio medico curante. Ad esempio, correre con la febbre non è consigliabile perché contrariamente a quanto si pensi ( una bella sudata e passa tutto) la febbre è indice che il nostro organismo sta combattendo un’ infezione quindi stressarlo e debilitarlo ulteriormente con l’allenamento è controproducente. Meglio ascoltare il proprio corpo che una tabella di allenamento. Una volta passati i sintomi, sarà possibile, dopo una breve convalescenza durante la quale si potrà riprendere con attività blande (ginnastica dolce o sessioni leggere in palestra, piscina o all’aperto) ritornare ai propri ritmi di allenamento nel giro di qualche settimana.Irongabry

sport, corsa

Oggi corro qui: Camigliatello Silano- Parco Nazionale della Sila.

29 agosto 2017


Finalmente un pò di fresco. Dopo aver trascorso un'estate al limite della sopportazione, con allenamenti estenuanti e lunghissimi di 35 km effettuati con 40 gradi all'ombra, dopo la parentesi dei 12 gradi durante il mio soggiorno nel nord Europa, eccomi qui, in Sila, a respirare finalmente un pò di aria fresca.Vi dirò, adoro frequentare questa località durante il periodo estivo soprattutto per i suoi boschi, i suoi immensi spazi verdi e la sua aria pura che permettono di ricaricarmi alla grande. Bellissime sensazioni.Camigliatello Silano è situato in Calabria, in provincia di Cosenza: una località montana nel comune di Spezzano della Sila, sulla Sila Grande. E' situato a circa 1300m di altezza, all'interno del Parco Nazionale della Sila: un bellissimo bosco con numerosi sentieri percorribili che circondano questa stupenda cittadina. Famosa per i suoi piatti tipici a base di funghi, peperoncini e le immancabili patate servite in tutti i modi, è il luogo ideale per riposarsi e rigenerarsi.Quando sono qui, ne approfitto per praticare un pò di corsa in montagna con un' atmosfera unica, immersa in un paesaggio stupendo.Si può scegliere di avventurarsi per i numerosi sentieri presenti all'interno del bosco, varie e proprie distese alberate, sia per fare escursioni che per fare corse un pò più strong e potenzianti su strada sterrata. I diversi percorsi, offrono un livello di difficoltà differente, dal più semplice al più impegnativo. Lungo la strada si potranno facilmente vedere i tipici scoiattoli della zona di colore nero, nonché alberi quali faggi, abeti bianchi e soprattutto pini larici. Se si è fortunati, ci si potrà imbattere anche in qualche bel fungo porcino che spunta dal terreno.Diversamente, se si desidera correre sull'asfalto, si può optare per la corsa lungo la strada provinciale che da camigliatello prosegue verso Moccone e Fago del Soldato: essendo una strada trafficata, e non essendoci sempre passaggio riservato ai pedoni, consiglio di fare molta attenzione e di evitare uso di auricolari. la strada, partendo da Camigliatello, è prevalentemente in discesa ed il tratto è in tutto circa sette km fino a Fago del Soldato. Una volta giunti li, si potrà decidere di tornare indietro lungo la stessa strada ( ovviamente stavolta in salita, ma non eccessiva) oppure optare per fare un giro fino agli impianti di risalita di Camigliatello, con salite ben più impegnative fino ad arrivare alla zona impianti, e dopo una lunga discesa tornare fino al centro del paese ( dove si trova una bella fontana di acqua fresca e rigenerante). Volendo, si può proseguire oltre il paese in direzione del lago Cecita , ma facendo attenzione e comunque non oltre la strada che diventa a scorrimento veloce.Il clima estivo è piacevole, temperature sui 22 gradi di max e 14-10 di minima. Prevalentemente soleggiato durante l'estate, in ogni caso i temporali sono di breve durata. Durante la stagione invernale, il centro urbano è famoso soprattutto per gli impianti di sci dove è possibile praticare sia sci di fondo che sci alpino. Il paese di Camigliatello inoltre, ogni weekend d'estate si popola di turisti provenienti da ogni parte d'Italia e sono numerosi gli eventi organizzati annualmente che riempiono e colorano di allegria questo piccolo centro montano.Da visitare. Irongabry 

sport

morning runner

04 agosto 2017


Non sono mai stata una morning runner convinta, devo essere sincera.Però ultimamente, complice il caldo torrido da ormai quasi un mese a questa parte, ed il fatto che la sera i lungomari sono impraticabili per il grand traffico, sto rivalutando la pratica della corsa al mattino presto.Normalmente le mie giornate iniziano molto molto presto ( tipo le 5,30 del mattino) per avere più tempo durante il giorno, per il lavoro che mi impegna gran parte della giornata, ma anche per la cura della casa e per fare le cose che più mi piacciono. Però, correre al mattino presto...non è mai stato fra le mie attività preferite. In effetti, non è per niente facile buttarsi giu dal letto ed uscire, specie nelle fredde mattine invernali, ma siamo runners, e non dobbiamo pensare troppo.Che poi, correre al mattino ha dei benefici. Una bella corsa immersa nel silenzio, magari con una bella alba sul mare, accompagnata soltanto dal cinguettio degli uccellini, magari con un pò di musica nelle orecchie....non male eh?Questo va bene se devi fare una corsa che risvegli i muscoli intorpiditi dal sonno. Un lavoro lento rigenerante che ti prepari ad affrontare la giornata con una marcia in più grazie all'endorfine liberate. Ma fare lavori di qualità....quello no. Una sessione di ripetute appena giù dal letto, non è fattibile, quanto meno per me.Dicevo, con il caldo torrido sto rivalutando l'importanza della corsa al mattino presto.In effetti, essendo in preparazione maratona, poter iniziare a correre alle 5 quando fuori è ancora buio e trovare un pochino di refrigerio, dovendo fare un allenamento lunghissimo tipo 35 km ha i suoi vantaggi. La velocità non è eccessiva, i battiti sono nel giusto range, in più mi godo il silenzio e l'alba....e quando ho finito il mio allenamento, ho ancora tutta la giornata davanti per fare un sacco di cose. Se però devo fare lavori di qualità, allora corsa serale forever ( magari in pista).Quindi morning runner si, ma con moderazione...Irongabry

sport, corsa, benessere

Il miglior amico degli sportivi: il FoamRoller.

15 giugno 2017


Da quando l'ho scoperto non riesco più a farne a meno.Questo cilindro di poliuterano con profilo liscio e puntellato è un toccasana per le mie gambe stanche ed affaticate dopo km su km fra gare ed allenamenti.Vi assicuro che dopo il suo utilizzo, le gambe ritrovano nuova energia, i muscoli sono più elastici il recupero muscolare è prontamente favorito. Soprattutto adesso, in preparazione maratona.Mike Ross Fisiologo del Gottlied Center for Fitness della Loyola University afferma: " Basta pensare ai muscoli come ad un fascio di fili: se c'è un nodo, allungarli significa stringerlo ulteriormente, mentre quello che serve è invece distenderlo. ed è proprio quello che permettono di fare i forma roller, distendendo la muscolatura e riducendo il rischio di infortuni".Prima di utilizzarlo, è bene eseguire un breve riscaldamento muscolare. Mai usare il forma roller a freddo su muscoli già duramente provati, potrebbe aversi l'effetto opposto a quello sperato. Una volta eseguito il riscaldamento, far scivolare il forma roller in tutte le direzionI lungo i fasci muscolari, ma risparmiate le articolazioni ( non passate, ad esempio, il foam roller sull'articolazione del ginocchio).Nel momento in cui avvertite dolore o sentite la presenza di contratture muscolari, è proprio in quel punto che dovrete insistere di più, passando più volte il foam roller con movimenti lenti ed esercitando una certa pressione, per favorire l'elasticità del muscolo e la rottura della contrattura muscolare. Fa malissimo, soprattutto durante i primi utilizzi quando i muscoli sono super contratti. Nel tempo, invece, ne avrete gran beneficio recuperando l'elasticità muscolare. i dolori saranno via via meno intensi. Avrete la sensazione di "gambe nuove". Solo allora potrete eseguire anche degli esercizi di stretching mirati.L'uso del foam roller deve essere quotidiano, Consiglio di utilizzarlo sempre dopo l'allenamento e non in prossimità di una gara. Con una spesa irrisoria e comodamente da casa, è possibile risolvere piccoli problemi muscolari, recuperando elasticità e tonicità muscolare.Il suo utilizzo è importante anche per contrastare la cellulite, favorendo l'irrorazione sanguigna ai tessuti.Il foam roller è indicato sia per gli sportivi, sia per chiunque voglia mantenere elasticità e tonicita muscolare!Irongabry

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Oggi corro qui: LAMPEDUSA.

06 giugno 2017


Qualche giorno di relax ci voleva proprio.Viaggiare è una delle mie più grandi passioni. Ogni viaggio mi arricchisce, mi permette di aprire la mente e gli occhi, superando i pregiudizi e le chiusure mentali, mantenendo viva la curiosità ed il senso della scoperta, attraverso scambi con altre culture, tradizioni, modi di vivere. Dico sempre, meglio un bel viaggio di una borsa firmata. Noi siamo le nostre esperienze, i nostri ricordi, non i beni che possediamo. Quelli servono, ma non ci plasmano. I viaggi si.Da brava sportiva, neanche durante queste trasferte rinuncio alla corsa. D'altro canto, correre è uno sport semplice, bastano un buon paio di scarpe da running, una maglietta ed un pantaloncino... direi che nel bagaglio a mano lo spazio si trova.Così, questo weekend ho corso a LAMPEDUSA: isola situata nell'estremo sud italiano ( è più vicina all'Africa che all'Italia) quest'isoletta mi ha incantata per la sua semplicità e bellezza incontaminata. a parte il piccolo centro abitato infatti, il resto dell'isola che si estende per circa 20 km quadrati è fatto di ampi spazi disabitati ed incontaminati, caratterizzati da macchia mediterranea e totale assenza di alberi. Correndo ho avuto modo di visitare praticamente tutta l'isola!Procendendo verso ovest, lungo la strada asfaltata che parte dal centro abitato per circa 8km in direzione capo Ponente, ho corso in uno scenario praticamente desertico. Mi sono sentita veramente libera, i pensieri si sono magicamente dissolti alla vista di quella natura così incontaminata. Il percorso è prevalentemente su strada, con possibilità di sterrato lungo i vari sentieri che conducono alle varie cale fra cui Cala Pulcino ( con un sentiero visibile e ben tracciato di circa 1600m che si conclude sul mare) e soprattutto all'isola dei Conigli, dove la sosta ed il bagno rigenerante è d'obbligo ( acque azzurrissime e trasparenti). Il percorso si conclude, dopo un breve tratto di sterrato, a Capo Ponente, dove è possibile ammirare tramonti mozzafiato.Procedendo verso est, percorrendo la strada asfaltata poco fuori il centro abitato ( e con qualche albero in più) si arriva a capo Grecale, con traguardo al Faro di Lampedusa e paesaggio a picco sul mare. C'è poi la strada preferita da molti runners, che è quella che corre parallelamente alla pista dell'aeroporto e che conduce alla stupenda cala Francese con le sue spiagge bianche e acqua trasparente. Il percorso è su strada asfaltata con pendenze e falsi piani. Si conclude ancora una volta a picco sul mare, dopo aver percorso un breve tratto di sterrato in mezzo alla macchia mediterranea.La particolarità di quest'ultimo percorso è che spesso si assiste in diretta ed a distanza ravvicinata al decollo ed atterraggio degli aerei...una figata pazzesca!Porterò il ricordo di questa isola, della semplicità e cordialità dei suoi abitanti nel mio cuore per sempre.Oggi ho corso qui. Domani? Chissà.Irongabry.

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Correre in salita: serve serve...eccome se serve!

19 maggio 2017


Oh le gioie ed i dolori ( soprattutto) della corsa in salita! In realtà...è un mezzo di allenamento che prediligo nella preparazione delle gare, soprattutto di resistenza. Ultimamente quindi, mi sto concentrando su questa tipologia di allenamento, che spesso combino con il lungo domenicale ( viene fuori un bell'allenamento tosto), anche in vista dei futuri impegni di corsa fra maratone e gare di resistenza in montagna. Le sensazioni sono buone, nel post allenamento dolori muscolari e gambe che sembrano dei macigni, ma via via che recupero, sento una potenza maggiore che mi consente di spingere di più anche in pianura.. Qualche giorno di recupero ci vuole. E poi...volete mettere i panorami mozzafiato e l'aria pura che si respira. Tutta un'altra storia.Così, da tre domeniche a questa parte, mi sto allenando soprattutto con lunghi e lunghissimi sulle montagne cercando di raggiungere anche buon quote.  Archiviata la stupenda Scalata di Ndinnammare, il prossimo obiettivo è la super maratona dell'Etna del 10.06,2017. Un percorso incredibile di 43 km e oltre  che parte dal livello del mare ( quota zero) per arrivare quasi fin su la sommità dell'Etna ( quota tremila). Inutile dire che sarà solo ed esclusivamente salita salita salita.... se volete dare un'occhiata http://www.verticaletna.itNon vedo l'ora. Sarà una bella sfida! Vi racconterò la mia esperienza. Quando si decide di affrontare un allenamento o una gara di questo tipo, il consiglio principale è quello di dosare BENE le energie: lo sforzo deve essere ben distribuito, evitando quindi le partenze a razzo, in quanto la fatica si farebbe sentire immediatamente, facendoci desistere poco dopo. Correre in salita, infatti, è più complicato: bisogna sollevare il corpo ed allo stesso tempo spingerlo in avanti. L'impegno richiesto ai nostri muscoli è quindi decisamente maggiore rispetto ad una corsa in pianura, con la conseguenza che il dispendio energetico sarà indubbiamente notevole. Dobbiamo dosare le forse sin da subito!Anche la postura sarà modificata rispetto a quella assunta durante la corsa in piano: busto maggiormente inclinato in avanti, braccia che daranno molta più spinta, corsa prevalentemente di avampiede con passo accorciato e frequenza maggiore.Correre in salita permette un incremento della forza, e con il tempo, ci consente di ottenere progressi e risultati difficilmente conseguibili correndo solo ed esclusivamente in pianura.I dolori post allenamento non mancheranno, a causa di un differente modo di lavorare delle fasce muscolari. Ma come si dice, no pain no gain, è una volta passati i dolori, sarà tutta discesa. " le salite hanno strade strette e conducono lá dove la vita è beata è un po' incredula" ( G.F.)Irongabry

sport, corsa

E tu, dove corri?

17 maggio 2017


Beh...si può correre praticamente ovunque.In genere, dove puoi camminare, puoi anche correre: è una questione di spirito di adattamento. Non farti inutili pensieri, lascia perdere i condizionamenti: un bel prato, una strada asfaltata, un percorso sterrato, una pista di atletica, i marciapiedi della tua città...qualsiasi posto va bene. Volendo, anche un tapis roulant.Naturalmente, ogni tipo di terreno scelto per praticare la corsa o la camminata, presenterà caratteristiche tecniche ben precise a livello di impatto, sollecitazione delle articolazioni, risposta dinamica del gesto atletico. Sono tutte variabili da considerare e valutare per poter ottimizzare l'allenamento senza incorrere in dolorini vari o peggio ancora, in infortuni veri e propri.Soprattutto se hai iniziato da poco a dedicarti alla corsa, che nel tempo se sarai costante ti darà tante soddisfazioni, il consiglio che ti do è di iniziare a correre su terreni morbidi, come ad esempio un bel prato. In questo modo, le tue articolazioni ed i tuoi muscoli saranno sollecitati dolcemente e potrai abituarti al gesto atletico senza troppo stress, in modo graduale ed efficace. I dolorini non mancheranno, ma saranno dolori " produttivi" di adattamento.Lo stesso non può dirsi per quanto riguarda la corsa sulla spiaggia. In questo caso, il terreno si presenta troppo variabile e sconnesso,il piede non appoggia mai nel modo giusto,l'effetto è eccessivamente ammortizzante e non va bene. Se sei alle prime armi, rischi di farti male. Se l'idea di correre sulla spiaggia è fra i tuoi sogni, lascia passare qualche mese di allenamento, in maniera tale da far acquisire ai tuoi muscoli e tendini un altro certa "robustezza", preferendo sempre la battigia che offra un terreno più compatto.Vuoi correre in pista? Buona idea. Fai tuttavia attenzione a non eccedere con i km percorsi. La pista di atletica è sicuramente uno scenario molto stimolante in cui correre, però è adatta ad allenamenti per lo più tecnici. Non è adatta per macinare km su km essendo comunque molto elastica che sollecita notevolmente tendini ed articolazioni. Organizza in pista degli allenamenti non eccessivamente lunghi o magari più specifici ( ne parleremo).Sicuramente, la maggior parte delle persone che pratica la corsa si allena nelle strade del proprio centro abitato. Scenari quotidiani fatti di dettagli mai visti prima, di incontri, di scenari mozzafiato. Le case, gli alberi, anche un'insegna potrà diventare un punto di riferimento per il chilometraggio ed osare sempre di più. Un consiglio: quando corri in strada, mantieni alto il tuo livello di attenzione!!Evita strade troppo trafficate o troppo isolate e corri sul lato sinistro della strada in base al tuo senso di marcia per vedere eventuali macchine che vengono dal senso opposto ed evitarle.Correre sul cemento? Decisamente no. Troppo traumatico. Tanti danni e nessun beneficio. Non correte affatto se dovete correre sul cemento, fate altro.Infine, consiglio di evitare in genere terreni sconnessi, pietraie, fango o fondi ghiacciati. Sono da capire, da interpretare e nel frattempo rischiamo di farci male. E noi dobbiamo volerci bene!E tu? Dove corri?Irongabry 

sport, corsa, benessere

L’alibi (im)perfetto

01 febbraio 2017


Quotidianamente mi imbatto in conversazioni con persone che apprezzano la corsa, vorrebbero anche provarci, però….c’è sempre un però!Eh si, ricordate quel famoso detto ” FRA IL DIRE ED IL FARE C’È’ DI MEZZO IL MARE”?Ecco.La scusa più gettonata per non iniziare a correre è sicuramente la questione del tempo da dedicare alla corsa: in un mio precedente articolo al quale ti rimando, ho affrontato abbondamentemente l’argomento. Qui, voglio solo ricordarti che alla fine ognuno di noi ha a disposizione lo stesso numero di ore che sono state concesse a grandi personaggi come Einstein, Michelangelo… e sappiamo bene cosa hanno realizzato.E poi dai, la corsa ti potrà impegnare, giusto così per iniziare, dai 30 min ai 60 min due o tre volte a settimana. Fattibile….Quindi, sfatiamo questo alibi che non si trovi il tempo per correre: se vuoi puoi organizzarti, hai 24 ore al giorno a disposizione! NO EXCUSE! Magari potresti guadagnare del tempo da dedicare alla corsa prendendo la sana abitudine di alzarti presto al mattino….invece di oziare nel letto. D’altro canto, la corsa al mattino presto ha i suoi vantaggi: seppur non sarai sicuramente al top della forma, per via dei muscoli ancora addormentati dal riposo notturno, vuoi mettere la pace e la tranquillità che avrai e l’aria pura che respirerai? In più, veder l’alba é uno spettacolo unico che rigenera i sensi e ti prepara ad affrontare la giornata con nuova vitalità.Altra scusa nella top list delle scuse per non correr é il fattore meteorologico. “Fa troppo caldo” oppure ” fa troppo freddo” per correre, ” oggi volevo correre un pò ma ha iniziato a piovigginare”, ”  no no non corro é nuvoloso” e bla bla bla… ALLORA: posto che correre sotto la pioggia è ( per esperienza personale) una sensazione unica e liberatoria, se non esiste la condizione perfetta per correre, la si crea! Perciò,  non crearti troppi troppi mentali inutili, indossa le scarpe da corsa ed esci. Sole, vento, pioggia, caldo, freddo, neve sono delle variabili delle quali non deve fregarti proprio nulla!Altra scusa è quella del ” VORREI PROVARE A CORRERE, MA MI VERGOGNO DI FARMI VEDERE CHISSÀ COSA PENSERÀ LA GENTE”. Ma esattamente, cosa dovrebbe pensare “la gente”? E anche se fosse, è un problema loro non tuo. Ma poi “la gente” chi? “La gente” che non corre e non sa cosa si perde. Lascia stare, non ci pensare, vai a correre avrai solo da guadagnarci in benessere. Magari per qualcuno sarai un buon esempio. Chissà. La corsa è una cosa seria. È la miglior medicina.Solo tu, il tuo corpo e la tua mente. Irongabry

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“Ti viene data solo una piccola scintilla di follia. Non devi perderla”R. WilliamsPrima di prendere una qualsiasi decisione, è sempre opportuno porsi la domanda “come sto”? Facciamoci caso, nella quotidianità capita di chiedere alle persone che incontriamo “come stai” ma difficilmente ci preoccupiamo di analizzarci e chiederci come stiamo. 
In realtà, la consapevolezza del nostro stato d’animo in un preciso momento, conoscere e comprendere tale stato, è il primo passo per poterlo cambiare e potenziare. 
Lavoriamo per diventare consapevoli di come usiamo il nostro cervello per provare i vari stati d’animo e ripuliamo noi stessi per fare le cose al meglio ed assumere le decisioni con la massima lucidità e ponderazione. ❤️#irongabry81 #avantitutta #ilimitisonofattiperesseresuperati #maratoneta #statodanimo #comestai #comesto #tisonovicinosempre #pnl #coaching #sorridisempreMi viene in mente questo ricordo: supermaratona dell’Etna da 0a 3000m. anno 2017, siamo in prossimità dell’arrivo a Piano Provenzana. La Stanchezza si vede sul mio volto, provato da una strada in salita senza fine. Muscoli tirati, non mollo un cazzo, vado avanti malgrado il caldo ed i dolori alle gambe. L’altitudine si fa sentire, a volte gira un po’ la testa. Ma vado avanti, ho il mio fottuto obiettivo davanti agli occhi. Cazzo voglio farcela!Credo in me, vinco la
Mente che vorrebbe farmi fermare e non l’ascolto: Fottiti, io arriverò al traguardo, ripeto fra me e me. Ed alla fine raggiungo l’obiettivo, finalmente è mio, dimostrando ancora una volta a me stessa che i limiti sono fatti per essere superati. Mi piace ricordare questa esperienza, per ritrovare la grinta di quel momento, la determinazione,  il voler resistere con le unghie e con i denti davanti alle difficoltà. Non c’è salita, fatica, dolore che possa fermarmi. L’obiettivo è lì che mi aspetta. Nello sport come nella vita. Arrendersi? mai!Sono un uragano. #irongabry81 #avantitutta #unamarciainpiu #sportstiledivita #chinonsiformasiferma #ilimitisonofattiperesseresuperati #corsa #runninggirl #running #maratonetaEd anche il 2 giugno.. voi al
Mare, io in aula! #irongabry81 #chinonsiformasiferma #pnl #coaching #comunicazione #sportcoaching #mentalcoaching #unicomunicazione #maratoneta #ilimitisonofattiperesseresuperati #avantisempre #nonmolliamomai #sportstiledivita #sport #runninggirl #running #nuoto #corsa #avantitutta #unamarciainpiu“Tutto è possibile. L’impossibile richiede soltanto più tempo”.
Fissa il tuo obiettivo, e se non lo raggiungi, ritenta. Provaci sempre finché non vedrai il traguardo. #irongabry81 #maratoneta #irongirl #motivation #nonmolliamomai #avantisempre #testaalta #ilimitisonofattiperesseresuperati #corsa #runninggirl #running #nuoto #sportstiledivita #tagsforlikes #correreLo sapevi? Fare sport regolarmente rappresenta un ottimo metodo per migliorare le capacità cognitive e la funzionalità del cervello. Bastano 30 minuti di attivitá fisica al giorno per avere beneficio nel tempo! Lo sport rende più attivi, svegli in grado di farci prendere decisioni brillanti in tempi più rapidi. #irongabry81 #maratoneta #irongirl #iron #running #runninggirl #corsa #triathlon #nuoto #wednesday #andiamoavanti #tagsforlikes #atleticaleggeraImpariamo la postura del vincente! Testa alta, spalle rilassate, sguardo in avanti! Gambe ben piantate a terra, gomiti larghi e pugni puntati sui fianchi. Questa postura, tenuta con convinzione per circa 2 minuti, secondo la prof.ssa Amy Cuddy dell’Harvard Business School sarebbe in grado di incrementare il livello di testosterone collegato al senso del dominio ed abbassare quelli del cortisolo, legato allo stress. Prima di un allenamento ma anche di un colloquio di lavoro, assumere la postura del vincente potrá quindi aiutarti per sentirti più forte, sicuro, invincibile! #irongabry81 #maratoneta #pnl #coaching #sportcoaching #pnlcoaching #motivation #tuesdaymotivation #tuesdayinspiration #correre #nuoto #lifecoaching #irongirls #comunicazionenonverbale #failadifferenza #andiamoavanti #nonmolliamomaiOrmai, non per superbia, ma per crescita personale, tendo a circondarmi solo di persone come me. Persone che si lamentano di continuo, che spettegolano, che perdono tempo a sparlare della vita degli altri anziché valorizzare la propria, che sopravvivono alla quotidianità, che non hanno stimoli, entusiasmo, curiosità, le lascio andare, le allontano. 
Sostanzialmente, tendiamo ad assumere l’atteggiamento delle persone che ci circondano. Ed allora, meglio circondarsi di persone positive, sorridenti, entusiaste e volte al miglioramento, che sicuramente potranno arricchire le nostre vite e donarci nuova forza e solarità. 
Riconoscere le proprie abilità, i propri talenti e le proprie passioni e metterle in pratica, permette al nostro genio di trovare la massima estrinsecazione ed affermazione.
Dovremmo proprio tornare ad amarci un po' di più, nei nostri pregi e soprattutto nei nostri difetti. Accettarci con consapevolezza ed innamorarci di noi stessi e della vita. 
D’altro canto, quando ci innamoriamo di qualcuno, ci innamoriamo delle particolarità di quella persona che lo rendono speciale ed unico rispetto alle altre.#irongabry81 #mondaymood #mondaymotivation #mondaymorning #mondayfeels #maratoneta #runningmotivation #sportcoaching #pnl #coaching #avantitutta💪 #buonlunediatutti #nonmolliamomai #sorridere