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La mia maratona di Berlino

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La mia maratona di Berlino

27 settembre 2017


Eccomi qua. Maratona di Berlino: FATTA.Non sono riuscita nell'intento di restare sotto le 4 ore per dodici minuti, ma è stata ugualmente una figata pazzesca!!!MA ANDIAMO CON ORDINE.Giorno 24 settembre 2017 si è corsa la 44esima edizione della Bmw Berlin Marathon, facente parte, insieme a New York, Londra, Chicago, Tokyo e Boston delle famose Major six, ovvero il circuito delle maratone più importanti al mondo. Organizzazione perfetta, il circuito di 42195m si snoda attraverso la città di Berlino toccando tutti i siti di maggiore interesse turistico e culturale. Partenza ed arrivo nei pressi della Porta di Brandeburgo, in una cornice scenografica veramente spettacolare. Che poi dovete sapere che Berlino è una città molto particolare: come qualcuno ricorderà, fino al 1989 la città è stata infatti divisa tra Berlino Est e Berlino Ovest tramite il famoso Muro di Berlino. Ora, le differenze culturali e stili di vita fra le due parti, anche se ormai la Germania è riunificata, appaiono ancora evidenti. Come se la città avesse due anime, una comunista ed una capitalista.Per farvi un esempio, che per altro mi ha incuriosito molto, una differenza riguarda i semafori. Curiosando per le strade di Berlino salta subito all'occhio l' "Ampelmann" , l'omino del semaforo tedesco. Disegnato nel 1968 dallo psicologo tedesco  Karl Peglau con lo scopo di diminuire gli incidenti pedonali su commissione dei funzionari dell'ex DDR venne impiegato in tutta Berlino Est. Tuttavia, con la caduta del muro di Berlino, pian piano si decise di soppiantare questi semafori con quelli più tradizionali uniformandosi cosi al resto d'Europa. Sennonché con il passare degli anni la nostalgia per l'omino del semaforo si fece sempre più forte finché con un referendum popolare nel 1997 i Berlinesi scelsero di ripristinare i vecchi semafori che tutt'ora è facile vedere attraversando le strisce pedonali, soprattutto nella parte ex Berlino Est. ( tratta dal web)Altre differenze riguardano l''architettura degli edifici, ma non solo: anche a livello di stili di vita tra est ed ovest le differenze sono tutt'oggi visibili anche se attutite nel tempo. Berlino è una città particolare, sicuramente ricca di storia e viva dal punto di vista artistico-culturale, nelle sue numerose peculiarità. Da visitare. La mattina del 24 settembre la mia sveglia è suonata alle 5. Fuori era ancora buio, freddo e piovoso. Giornata perfetta per correre! ah c'era pure la nebbia. Dal punto di vista fisiologico non sto messa bene, sono in quel periodo li. Pazienza. Non ci penso e mi preparo per uscire. Il nostro albergo si trovava a circa 700m dalla porta di Brandeburgo luogo della partenza / arrivo quindi la prendiamo con calma.Una ricca colazione, delle foto con gli amici che abbiamo conosciuto sul posto e poi via verso il luogo di ritrovo. La nostra partenza è fissata alle 9.35. Arriviamo verso le 8.30. Siamo in tantissimi: maratoneti provenienti da tutto il mondo. E per fortuna ha smesso di piovere. Aspettiamo. Alle 9.35 puntuali la partenza! I top runners sono già partiti da circa venti minuti ( si parte ad ondate in base al tempo dichiarato). Porta di Brandeburgo alle spalle, attraversiamo la strada che taglia il Tiergarten e proseguiamo in direzione Colonna della Vittoria e via nel cuore della città! Postdamer platz, Castello di Charlottenburg, Alexanderplatz per citare alcuni siti attraversati durante la maratona.Il percorso è pressoché pianeggiante. Procediamo spediti a passo costante. Inizia a piovere e pioverà durante tutta la gara per fortuna in modo non particolarmente forte. Ogni tanto qualche rallentamento a causa di veri e propri muri di podisti meno veloci di noi che non era sempre possibile superare magari perché la strada non era particolarmente ampia o perché in curva ( MOLTE curve e MOLTE strade non particolarmente ampie in verità).  Ho notato meno tifo nelle strade rispetto a New York, ma forse anche a causa del tempo non proprio clemente.Passiamo la mezza maratona con i tempi che ci siamo prefissati ed in effetti le gambe stavano bene... e sono rimaste in ottima forma fino al 37esimo km. quando ad un certo punto, sono diventate progressivamente pesanti, sempre più pesanti. E lì è iniziata la vera sfida.Adesso toccava alla mente, alla forza di volontà portarmi al traguardo.Guardo l'orologio, non riuscirò a chiudere sotto le quattro ore probabilmente per una manciata di minuti, penso.Ma non demordo, non mi arrendo. Mi fermerò al traguardo con la medaglia al collo. Così, la mia mente comincia a lottare con le sensazioni che provengono dal mio corpo: gambe sempre più dure, soprattutto la destra. In prossimità del 40esimo il ginocchio mi stava abbandonando, ogni passo ho rischiato di arrivare a terra. Quindi mi sono concentrata sul passo, ripetendo a me stessa che dovevo conquistare quella medaglia. Ho focalizzato l'obiettivo, che in fondo era ormai li a portata di mano. Ed infatti in prossimità del 41esimo km, ho finalmente visto davanti a me la Porta di Brandeburgo.Mancava veramente poco. Con la pioggia a bagnarmi il viso, e qualche lacrima per il dolore muscolare, ho ritrovato nuova forza per affrontare quell'ultimo km e 195m. Ho attraversato la porta di Brandeburgo ed ho visto finalmente il traguardo a duecento metri. Ho corso con lo sguardo proteso in avanti ritrovando il sorriso e sono arrivata fin alla fine. E soltanto a quel punto mi sono fermata.Ho conquistato Berlino. E ricevuto la tanto sudata medaglia. Alla termine della gara il cardiofrequenzimentro segnava 43km 600m in 4.12.30. E sapete perché? Ogni maratona reca a terra lungo il percorso di gara una striscia blu che segna la distanza esatta da percorrere ( tagliando in modo corretto le varie curve). Tuttavia, per quanto uno ci provi, non è sempre possibile seguire in modo costante quella striscia a causa della gran moltitudine di persone che corre e che in alcuni punti deve essere necessariamente superata specie se molto lenta. quindi su una distanza complessiva di 42195m, può capitare di scostarsi dalla striscia blu e percorrere dei metri in più, che complessivamente a fine gara potrebbero essere anche più di un km. E così è successo anche stavolta.  I dolori mi hanno letteralmente mangiata per tutta la sera.Ma passata la fatica, resta la gloria.E resta soprattutto il ricordo di una esperienza di vita che sicuramente mi ha resa ancora più forte.Berlino archiviata. Adesso? vedremo...Irongabry

Sport e malanni di stagione. Come comportarsi?

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Sport e malanni di stagione. Come comportarsi?

20 settembre 2017


Ormai l'estate sta volgendo al termine.  Le giornate si accorciano, gli impegni aumentano...la spensieratezza estiva mi sta abbandonando. AHIME'.Non vi nascondo che ho già nostalgia, anche se in fin dei conti, qui in Sicilia siamo fortunati e le giornate soleggiate e a volte tiepide ci accompagnano anche durante il periodo invernale. Ogni tanto, però, nevica pure. Fin in spiaggia.Dicevo, le temperature adesso progressivamente diminuiranno, e frequenti saranno gli sbalzi termici. L'arrivo dei primi freddi non deve farci trovare impreparati: occhio ai malanni di stagione! Può capitare di beccarsi un bel raffreddore! Per rinforzare il sistema immunitario, via libera a tutti gli alimenti che contengono vitamina C: broccoli, spinaci, carote, cavolfiori, pomodori, agrumi, kiwi per citarne alcuni) ed eventualmente assumere integratori naturali come la rosa canina, l'acerola o la pappa reale ( il vostro erborista di fiducia potrà consigliarvi al meglio), nonché assunzione di probiotici attraverso lo yogurt ( meglio se naturale).Ma se nonostante tutti gli sforzi, il raffreddore arriva, a quel punto la domanda inevitabile è: mi alleno o no?Beh, a seconda dei punti di vista potrà essere una buona o cattiva notizia, ma.. allenarsi con il raffreddore è possibile ed in alcuni casi perfino benefico e quindi da consigliare.E' risaputo che lo sport indubbiamente stimola le difese immunitarie e riduce il rischio di contrarre malattie. Chi pratica attività fisica moderata ha un sistema immunitario migliore che consente di evitare o quantomeno ridurre la sintomatologia tipica dei malanni di stagione, tutto questo unito ad una sana alimentazione, giusti tempi di recupero e ore di sonno sufficientemente adeguate ( 8-9 ore). L’attività fisica intensa potrebbe, di contro, ridurre le difese immunitarie: quindi occhio al tipo di allenamento che si fa e come si fa!Il rischio di sovrallenamento è sempre in agguato.In generale, nell’ambito sportivo si è. soliti applicare la “regola del collo”: i sintomi dal collo in giù ( malesseri gastrointestinali, nonchè tosse, bronchiti..) impongono un po’ più di riposo prima della ripresa dell’attività sportiva, mentre i sintomi al di sopra del collo (quindi sintomi da raffreddore per intenderci) non costituìrebbero rischio per l’allenamento. Ed in effetti, una corsa quando si è vittima di un bel raffreddore spesso e volentieri porta gran giovamento riducendo la sintomatologia migliorando la respirazione e accelerando il processo di guarigione. L’importante è cambiarsi immediatamente dopo l’allenamento per evitare sbalzi termici che potrebbero ulteriormente indebolire le difese immunitarie. Lo stesso dicasi per il nuoto, attività che personalmente elogio nel caso di raffreddore: infatti sebbene le prime vasche siano nuotate con difficoltà per via del naso chiuso, successivamente si prova gran beneficio realizzandosi un effetto altamente decongestionante delle alte vie respiratorie.Ovviamente, qual ora la patologia sia qualcosa di più impegnativo di un semplice raffreddore, appare opportuno valutare il singolo caso concreto e chiedere consiglio del proprio medico curante. Ad esempio, correre con la febbre non è consigliabile perché contrariamente a quanto si pensi ( una bella sudata e passa tutto) la febbre è indice che il nostro organismo sta combattendo un’ infezione quindi stressarlo e debilitarlo ulteriormente con l’allenamento è controproducente. Meglio ascoltare il proprio corpo che una tabella di allenamento. Una volta passati i sintomi, sarà possibile, dopo una breve convalescenza durante la quale si potrà riprendere con attività blande (ginnastica dolce o sessioni leggere in palestra, piscina o all’aperto) ritornare ai propri ritmi di allenamento nel giro di qualche settimana.Irongabry

Berlino arrivo!

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Berlino arrivo!

19 settembre 2017


Dopo New York adesso è il turno della maratona di Berlino, altra maratona facente parte del circuito delle  major six che comprende oltre alle due citate anche Boston, Tokyo, Chicago, Londra.Prepararla non è stato per niente facile a causa delle temperature roventi che hanno caratterizzato questa estate siciliana 2017. Correre i lunghissimi di 35-36Km a 40 gradi non è stato proprio il massimo.Ma ce l'ho fatta, ed adesso sotto con l'obiettivo e il tanto desiderato periodo di scarico, ovvero quel periodo in cui si riducono progressivamente i carichi di lavoro per arrivare in forma il giorno della gara.La maratona di Berlino è articolata su circuito cittadino prevalentemente pianeggiante, molto veloce ( differenza di New York dove il percorso è molto tecnico e tutt'altro che in pianura). Si articola all'interno della capitale tedesca e tocca i principali punti di interesse della città. La partenza e l'arrivo alla Porta di Brandeburgo rende fin dall'inizio l'atmosfera magica e carica di adrenalina ed entusiasmo.( foto tratta dal web)Il clima è quello tipico di queste maratone su circuito internazionale: grande festa nelle strade, grandi folle di pubblico incitante per tutti i 42195 m.. Chi c'è già stato parla di un' organizzazione perfetta, impeccabile, curata nei minimi dettagli.Tutt'altro che austera, questa città si rivela in queste occasione come un turbinio di gente proveniente da ogni parte del mondo pronta a correre a sorridere a divertirsi. Il popolo dei runners è così: super colorato tanto nell'abbigliamento quanto nell'animo. I sorrisi non mancano ( e neanche il carico di carboidrati). Quest'anno poi, si tenterà nuovamente di correre i 42.195m sotto le due ore realizzando così il record di tutti i tempi sulla maratona. Ce la faranno i tre favoriti Wilson Kipsang, Kenenisa Bekele e Eliud Kipchoge?Sicuramente Berlino ha il circuito ideale per tentare di infrangere il muro delle due ore. Io vorrei farcela in meno di 4, l'obiettivo è questo. La settimana prima della gara, quella in cui mi trovo ora, è poi veramente particolare: bisogna recuperare dalla stanchezza muscolare dovuta a tantissimi km percorsi, con gambe ormai allo stremo delle forze, e soprattutto ritrovare la freschezza mentale necessaria per affrontare bene la gara. Mille pensieri, ma un solo obiettivo: concludere quei 42195m attraverso la città di Berlino e portare a casa la medaglia  (sito Ufficiale http://https://www.bmw-berlin-marathon.com).Come andrà a finire? Staremo a vedere. Incrociamo le dita: vi racconterò.Intanto recupero.Irongabry"La maratona è una sorta di credo permanente: basta aver corso volta soltanto per sentirsi maratoneti a vita. Un po’ come per la psicanalisi. Sì, la considero una forma di arte marziale, una disciplina interiore. Lo è intrinsecamente. Per gli allenamenti che richiede, per il modo in cui ti porta a percepire l’ambiente, per lo sforzo che esige dal tuo corpo. Il maratoneta è un samurai con le scarpette al posto della spada: è estremamente severo verso se stesso, non si perdona mai, è costantemente in lotta contro i propri limiti… Sbaglia chi pensa alla maratona come a una scelta sportiva, è una disciplina massimamente estetica. È proprio una visione del mondo: non sono solo quei quarantadue chilometri da correre nel minor tempo possibile, è l’idea di resistere, di andare oltre…"(Mauro Covacich)

Corro, dunque sono.

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Corro, dunque sono.

06 settembre 2017


Nella frenesia della vita quotidiana, fatta di continue decisioni, di alti e bassi, c'è un momento in cui tutto si fa chiaro, la mente si rilassa, i pensieri negativi magicamente si allontanano: questo momento si chiama corsa.Dopo una giornata infinita fra lavoro e casa, in preda alla stanchezza più totale, smessi i miei abiti da lavoro, infilo le scarpe da running e vado a correre. Anche con le più fredde temperature, anche se la mia mente preferirebbe immaginarmi sul divano al caldo di una coperta a sorseggiare una bella tazza di te caldo. Invece NO! Sfido la mente, vado a correre. Con qualsiasi condizione meteorologica, una corsa fa sempre bene. I primi km non sono sicuramente facili: stanchezza, pensieri negativi che affollano la mente, dolorini posturali ovunque, troppo freddo o troppo caldo....insomma ogni scusa per mollare e tornare a casa è sempre buona.Tuttavia, superata questa fase di crisi iniziale in cui bisogna stringere i denti ed andare avanti, non appena entreranno in circolo le endorfine, correre sarà tutta un'altra storia.Via la tristezza e la rabbia, i pensieri negativi si dissolveranno...o forse no, ma sicuramente una bella corsa regalerà un momento di relax mentale che magari ci aiuterà a focalizzare meglio le possibili soluzioni.La corsa non è la panacea per tutti i mali, correre non fa magie. Ma aiuta.Un corridore sa cosa vuol dire essere resiliente, conosce bene la fatica al limite del reggersi in piedi, andare avanti malgrado le difficoltà, cosa vuol dire avere un obiettivo e cercare ad ogni costo di raggiungerlo. Nella corsa come nella vita. La corsa rafforza la psiche attraverso le regole, imparando ad avere costanza e regolarità nel rispettare la tabella di allenamento, la tolleranza al dolore ed alla fatica, la capacità di riuscire a trovare nuova motivazione anche quando tutto non sembra andare secondo le nostre aspettative.Quindi correre non solo come approccio fisico, ma anche e soprattutto mentale che porti ad una piena e totale conoscenza di se, dei propri limiti e di come superarli, per affrontare il mondo con maggiore leggerezza mentale. Esiste una forte connessione fra attività fisica e benessere cognitivo. L'attività fisica permette la formazione di nuovi neuroni: bastano 30 minuti di corsa per stimolare la produzione si nuove cellule cerebrali ed avere una mente sempre giovane ed efficiente.Come si dice, " mens sana in corpore sano".Ovviamente, ciò non è sempre facile.Ci sono volte in cui mi sembra di spaccare il mondo, ed altre in cui mi chiedo ma chi me lo ha fatto fare??? Però alla fine...continuo a correre. Perché è questo il modo migliore di vivere. Sempre avanti, un passo dopo l'altro. Senza voltarsi indietro o si rischia di cadere o prendere un palo in faccia. Chi si ferma è perduto.La corsa è il mio momento di libertà. Irongabry"Alla fine non solo non sentivo più la stanchezza, non potevo neanche più formulare pensieri del tipo ‘chi sono?’ o ‘cosa ci faccio qui?’ Non mi rendevo conto, come invece avrei dovuto fare, che c’era in tutto ciò qualcosa di strano. L’azione di correre mi aveva portato in un territorio quasi metafisico. Prima di tutto esisteva la corsa, e in funzione della corsa esistevo io. Corro, dunque sono".(Haruki Murakami)

Oggi corro qui: Camigliatello Silano- Parco Nazionale della Sila.

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Oggi corro qui: Camigliatello Silano- Parco Nazionale della Sila.

29 agosto 2017


Finalmente un pò di fresco. Dopo aver trascorso un'estate al limite della sopportazione, con allenamenti estenuanti e lunghissimi di 35 km effettuati con 40 gradi all'ombra, dopo la parentesi dei 12 gradi durante il mio soggiorno nel nord Europa, eccomi qui, in Sila, a respirare finalmente un pò di aria fresca.Vi dirò, adoro frequentare questa località durante il periodo estivo soprattutto per i suoi boschi, i suoi immensi spazi verdi e la sua aria pura che permettono di ricaricarmi alla grande. Bellissime sensazioni.Camigliatello Silano è situato in Calabria, in provincia di Cosenza: una località montana nel comune di Spezzano della Sila, sulla Sila Grande. E' situato a circa 1300m di altezza, all'interno del Parco Nazionale della Sila: un bellissimo bosco con numerosi sentieri percorribili che circondano questa stupenda cittadina. Famosa per i suoi piatti tipici a base di funghi, peperoncini e le immancabili patate servite in tutti i modi, è il luogo ideale per riposarsi e rigenerarsi.Quando sono qui, ne approfitto per praticare un pò di corsa in montagna con un' atmosfera unica, immersa in un paesaggio stupendo.Si può scegliere di avventurarsi per i numerosi sentieri presenti all'interno del bosco, varie e proprie distese alberate, sia per fare escursioni che per fare corse un pò più strong e potenzianti su strada sterrata. I diversi percorsi, offrono un livello di difficoltà differente, dal più semplice al più impegnativo. Lungo la strada si potranno facilmente vedere i tipici scoiattoli della zona di colore nero, nonché alberi quali faggi, abeti bianchi e soprattutto pini larici. Se si è fortunati, ci si potrà imbattere anche in qualche bel fungo porcino che spunta dal terreno.Diversamente, se si desidera correre sull'asfalto, si può optare per la corsa lungo la strada provinciale che da camigliatello prosegue verso Moccone e Fago del Soldato: essendo una strada trafficata, e non essendoci sempre passaggio riservato ai pedoni, consiglio di fare molta attenzione e di evitare uso di auricolari. la strada, partendo da Camigliatello, è prevalentemente in discesa ed il tratto è in tutto circa sette km fino a Fago del Soldato. Una volta giunti li, si potrà decidere di tornare indietro lungo la stessa strada ( ovviamente stavolta in salita, ma non eccessiva) oppure optare per fare un giro fino agli impianti di risalita di Camigliatello, con salite ben più impegnative fino ad arrivare alla zona impianti, e dopo una lunga discesa tornare fino al centro del paese ( dove si trova una bella fontana di acqua fresca e rigenerante). Volendo, si può proseguire oltre il paese in direzione del lago Cecita , ma facendo attenzione e comunque non oltre la strada che diventa a scorrimento veloce.Il clima estivo è piacevole, temperature sui 22 gradi di max e 14-10 di minima. Prevalentemente soleggiato durante l'estate, in ogni caso i temporali sono di breve durata. Durante la stagione invernale, il centro urbano è famoso soprattutto per gli impianti di sci dove è possibile praticare sia sci di fondo che sci alpino. Il paese di Camigliatello inoltre, ogni weekend d'estate si popola di turisti provenienti da ogni parte d'Italia e sono numerosi gli eventi organizzati annualmente che riempiono e colorano di allegria questo piccolo centro montano.Da visitare. Irongabry 

Major six marathon: il mio sogno da maratoneta.

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Major six marathon: il mio sogno da maratoneta.

07 agosto 2017


Avete mai sentito parlare delle major six Marathon? Sono le sei maratone più importanti del mondo, con specifici standard qualitativi ed organizzativi: sto parlando della maratona di New York, di Chicago, Berlino, Boston, Tokyo e Londra. Per info http://www.worldmarathonmajors.com.Riuscire a partecipare alle sei maratone nel corso degli anni da diritto ad una prestigiosa medaglia, un diploma e l'inserimento del proprio nome nell'albo di chi è riuscito ad ultimare questa grande impresa.Non vi nascondo che questo è il mio più grande obiettivo.Le difficoltà sono numerose, dagli allenamenti al discorso che prendere parte a queste gare richiede notevole impegno economico....quindi i sacrifici ci sono, sotto ogni punto di vista.Ma vuoi mettere l'emozione?New York l'abbiamo archiviata. ne parlo spesso, è stata un'esperienza che ha permesso di "laurearmi" nel mondo dell'atletica: percorso molto tecnico, non pianeggiante, non particolarmente veloce. ma il calore del pubblico, il passaggio nei five boroughs, l'atmosfera che si respira è così bella che New York la rifarei centinaia di volte ( la rifarò...).La prossima sara Berlino il 24 settembre 2017: percorso pianeggiante e velocissimo, consentirà di realizzare il personal best? lo scopriremo...intanto mi alleno. Purtroppo questa estate si sta rivelando essere particolarmente calda e ciò rende difficoltoso qualsivoglia allenamento. Domenica scorsa per fare il lunghissimo di 35km sono uscita di casa alle 4 del mattino per trovare un pochino di fresco ed evitare di trasformarmi in una torcia umana. Allenamento portato a casa anche se con tempi molto alti, 35 gradi all'ombra si fanno sentire. I sacrifici ci sono, sicuramente la corsa mi ha ben insegnato cosa vuol dire essere tenace, determinata e resiliente. Nel preparare una maratona, dei lunghissimi non si può fare a meno. Quindi portiamo pazienza, maciniamo km prima o poi arriverà un pò di fresco.New York, Berlino....Londra!!!Chi ha fatto Londra, la descrive come una gara bellissima , con un pubblico molto coinvolgente, paragonabile a New York. i Londinesi sono molto rispettosi dei runners, al punto che nel post gara, alla vista di un maratoneta con la medaglia al collo, cedono volentieri il loro posto sulla metro oppure offrono al bar...che se ne dica della freddezza tipica degli inglesi, in queste occasioni sono fantastici!Tokyo? beh, potrebbe essere l'obiettivo a medio termine...2018???E' la gara più distante, meglio farla il prima possibile ed archiviarla. Molti sostengono che il percorso sia super veloce grazie ad una particolare mescola delle strade giapponesi...Non so se sia vero, sicuramente correre a Tokyo sarà come correre nel futuro!Chicago è una bella gara prevalentemente pianeggiante. pubblico calorosissimo, si corre con a fianco il lago Michigan in un percorso che attraversa i più begli scorci della città americana.Infine Boston, la più antica maratona, la più ambita, la più difficile da correre per numero di iscrizioni ogni anno.Boston è una città molto tranquilla e più simil europea, totalmente opposta alla frenesia ed il caos di New York. molto verde, il percorso si articola per le vie cittadine, e si respira cultura, tradizione. per un giorno la città diventa multicolore, i colori dei runners. ma pur sempre ordinata.Che dire....intanto pensiamo a Berlino. il resto step by step.Irongabry

morning runner

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morning runner

04 agosto 2017


Non sono mai stata una morning runner convinta, devo essere sincera.Però ultimamente, complice il caldo torrido da ormai quasi un mese a questa parte, ed il fatto che la sera i lungomari sono impraticabili per il grand traffico, sto rivalutando la pratica della corsa al mattino presto.Normalmente le mie giornate iniziano molto molto presto ( tipo le 5,30 del mattino) per avere più tempo durante il giorno, per il lavoro che mi impegna gran parte della giornata, ma anche per la cura della casa e per fare le cose che più mi piacciono. Però, correre al mattino presto...non è mai stato fra le mie attività preferite. In effetti, non è per niente facile buttarsi giu dal letto ed uscire, specie nelle fredde mattine invernali, ma siamo runners, e non dobbiamo pensare troppo.Che poi, correre al mattino ha dei benefici. Una bella corsa immersa nel silenzio, magari con una bella alba sul mare, accompagnata soltanto dal cinguettio degli uccellini, magari con un pò di musica nelle orecchie....non male eh?Questo va bene se devi fare una corsa che risvegli i muscoli intorpiditi dal sonno. Un lavoro lento rigenerante che ti prepari ad affrontare la giornata con una marcia in più grazie all'endorfine liberate. Ma fare lavori di qualità....quello no. Una sessione di ripetute appena giù dal letto, non è fattibile, quanto meno per me.Dicevo, con il caldo torrido sto rivalutando l'importanza della corsa al mattino presto.In effetti, essendo in preparazione maratona, poter iniziare a correre alle 5 quando fuori è ancora buio e trovare un pochino di refrigerio, dovendo fare un allenamento lunghissimo tipo 35 km ha i suoi vantaggi. La velocità non è eccessiva, i battiti sono nel giusto range, in più mi godo il silenzio e l'alba....e quando ho finito il mio allenamento, ho ancora tutta la giornata davanti per fare un sacco di cose. Se però devo fare lavori di qualità, allora corsa serale forever ( magari in pista).Quindi morning runner si, ma con moderazione...Irongabry

runner in gamba!

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runner in gamba!

27 giugno 2017


Dopo un allenamento, soprattutto di una certa intensità, non vi nascondo che anche salire o scendere le scale diventa difficoltoso ( a volte un vero e proprio incubo): e gambe sembrano macigni, come se avessi perennemente le cavigliere da un kg attaccate. Questa sensazione di gambe pesanti mi accompagna per qualche giorno per poi passare e rendere le mie gambe più forti di prima.Riesco, data ormai l'esperienza, a capire quando i dolori muscolari siano " di ordinaria amministrazione" dopo un duro allenamento, oppure se ci sia un principio di infortunio.Questo è molto importante, dal momento che in presenza di dolori muscolari post allenamento " ordinari" ,si può comunque proseguire con quanto previsto nella tabella. In presenza di dolori diversi dal solito ( e un runner nella maggior parte dei casi lo capisce) è bene prendersi qualche giorno di riposo.  Il recupero muscolare a volte è la miglior medicina. Quando il dolore sopraggiunge in modo progressivo durante un allenamento di resistenza, ad esempio un lungo, potrebbe trattarsi di affaticamento muscolare. Una condizione fisiologica comune, che tuttavia è necessaria per poter ottenere un risultato " allenante". Nel post allenamento, soprattutto quando faccio qualcosa di diverso, ad esempio ultimamente mi è capitato dopo un allenamento di 30 km che prevedeva delle discese molto lunghe, la sensazione di rigidità muscolare e gambe doloranti è stata molto intensa. Per qualche giorno ho avuto forti difficolta ad alzarmi e sedermi, scendevo le scale al contrario...soprattutto i quadricipiti, che sono proprio i muscoli maggiormente sollecitati durante la corsa in discesa, mi davano tanto dolore! Di solito non assumo mai antinfiammatori, perché i dolori muscolari, i cosiddetti DOMS ( Delayed Onset Muscle Soreness), sono necessari all'allenamento. Infatti, il dolore è dovuto al fatto che le fibre muscolari, sollecitate dall'allenamento, si trasformano, adattano ai nuovi stimoli attraverso un processo infiammatorio del tutto necessario. Assumere un farmaco in grado di bloccare questo processo, sarebbe pertanto controproducente. Se si può resistere ai dolori, meglio farlo. Preciso che questi dolori vengono spesso scambiati per dolori da acido lattico : in realtà l'acido l'attico viene smaltito entro poche ore dall'allenamento; I DOMS hanno quindi una diversa origine.Il segreto in presenza di questi dolori è di non fermarsi ma cercare di recuperare il giorno successivo con un allenamento molto blando in grado di sciogliere i muscoli favorendo l'irrorazione sanguigna ai tessuti e lo smaltimento delle scorie accumulate, esercizi di recupero, foam roller e stretching. Personalmente prediligo il recupero attivo, alternando la corsa alla bicicletta ed al nuoto in piscina ( eh si un giorno di questi mi darò al triathlon).Se però il dolore dovesse presentarsi come particolarmente fastidioso o non regredire nei due tre giorni successivi all'allenamento impegnativo svolto, è bene prendersi qualche periodo di riposo maggiore e se del caso, valutare una visita medica per accertare che non si tratti di nulla di grave.NO PAIN NO GAIN!e per ora i miei muscoli gridano pietà....ed ancora è niente.IronGabry

la super maratona dell'Etna: da 0 a 3000 m. s.l.m.

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la super maratona dell'Etna: da 0 a 3000 m. s.l.m.

21 giugno 2017


Lo scorso 10 giugno 2017 si è svolta la 11esima edizione della "super maratona dell'Etna", gara internazionale molto avvincente con partenza dalla spiaggia di Marina di Cottone- Fiumefreddo di Sicilia (ME) ed arrivo a 3000 m sull'Etna in prossimità dell'osservatorio vulcanologico. Una gara molto tecnica lunga ben 43 km totalmente in salita, anche con forti pendenze del 20-24%. Un panorama fantastico e variabile man mano che si procede in quota. La partenza proprio dalla spiaggia e la vista del vulcano Etna in lontananza è sotto certi aspetti inquietante. L'Etna sembra cosi lontana...e di fatti lo è, ben 43 km in salita più in là.E' proprio strano sentire la sabbia del mare ed il rumore delle onde e avere la consapevolezza che il traguardo si trova invece in prossimità dei 3000m con un paesaggio lunare fatto di lava e pochissima vegetazione e banchi di neve.Il primo tratto è prevalentemente articolato nei centri abitati: si va da Fiumefreddo a Linguaglossa. Le prime salite non mancano sin da subito e, complice un sole rovente, la fatica si fa ben sentire fin dai primi km. D'altro canto, le zone di ombra sono veramente poche....ma sarà così per tutta la gara.I ristori sono praticamente ogni due 2km, non si patisce per niente la sete o la fame.Giunti a Linguaglossa, per gli staffettisti arriva il cambio, chi fa la gara individuale procede oltre. Sono passati 14 km dal via e già il paesaggio comincia a cambiare.Linguaglossa-Piano provenzana: 18km e dislivello di 1000m si arriva a quota 2000m. ANDIAMO!La strada da cittadina diventa montana e man mano le salite si fanno sempre più ardue. la forza mentale richiesta è notevole. non c'è molta ombra, si soffre parecchio, qualcuno si ferma. Bisogna dosare bene le forze, non è una gara semplice da gestire. Non lo è per niente. L'Etna è sempre li, maestosa ma ancora lontana.Siamo in tanti, procediamo chi camminando, chi correndo. Le forti pendenze e il clima rovente non permettono di cimentarsi in performances di velocità dell'altro mondo. Si procede, con determinazione e grinta.A due km dal cambio a piano provenzana, ecco cambiare di nuovo il paesaggio: pendenze sempre più insostenibili, e panorama  lunare fatto di lava che si apre innanzi ai miei occhi. L'Etna è un vulcano attivo, e infatti guardando in alto, vedo il cratere che sbuffa. Ah sua maestà l'Etna!!Da piano provenzana inizia l'ultimo tratto di circa 10km. Altro cambio per la staffetta. Il percorso cambia ancora: se fino a quel momento il tutto si era svolto su asfalto, adesso diventa sterrato, diventa corsa sul vulcano, sulla roccia lavica. Le pendenze sono improponibili, cosi come improponibile è l'altimetria: 1000m di dislivello in dieci km da 2000m a 3000m. l'ossigeno manca e la fatica si fa sentire. E'  impossibile correre, si procede camminando.Il traguardo si scorge al 43 km con arrivo in un paesaggio desertico dove date le temperature decisamente inferiori rispetto alla partenza sul livello del mare, Si scorge bene ancora qualche banco di neve. Il vento è decisamente freddo. L' esperienza di questa gara è particolare, ha del mistico: sembra quasi di avvicinarsi alle porte del cielo. La vista dal Vulcano è meravigliosa e si riesce a scorgere il mare, proprio quel mare dal quale qualche ora prima si è partiti volgendo lo sguardo a sua maestà l'Etna.Diventerà il mio appuntamento fisso, ne vale la pena.per info: http://www.verticaletna.itIrongabry

Il miglior amico degli sportivi: il FoamRoller.

sport, corsa, benessere

Il miglior amico degli sportivi: il FoamRoller.

15 giugno 2017


Da quando l'ho scoperto non riesco più a farne a meno.Questo cilindro di poliuterano con profilo liscio e puntellato è un toccasana per le mie gambe stanche ed affaticate dopo km su km fra gare ed allenamenti.Vi assicuro che dopo il suo utilizzo, le gambe ritrovano nuova energia, i muscoli sono più elastici il recupero muscolare è prontamente favorito. Soprattutto adesso, in preparazione maratona.Mike Ross Fisiologo del Gottlied Center for Fitness della Loyola University afferma: " Basta pensare ai muscoli come ad un fascio di fili: se c'è un nodo, allungarli significa stringerlo ulteriormente, mentre quello che serve è invece distenderlo. ed è proprio quello che permettono di fare i forma roller, distendendo la muscolatura e riducendo il rischio di infortuni".Prima di utilizzarlo, è bene eseguire un breve riscaldamento muscolare. Mai usare il forma roller a freddo su muscoli già duramente provati, potrebbe aversi l'effetto opposto a quello sperato. Una volta eseguito il riscaldamento, far scivolare il forma roller in tutte le direzionI lungo i fasci muscolari, ma risparmiate le articolazioni ( non passate, ad esempio, il foam roller sull'articolazione del ginocchio).Nel momento in cui avvertite dolore o sentite la presenza di contratture muscolari, è proprio in quel punto che dovrete insistere di più, passando più volte il foam roller con movimenti lenti ed esercitando una certa pressione, per favorire l'elasticità del muscolo e la rottura della contrattura muscolare. Fa malissimo, soprattutto durante i primi utilizzi quando i muscoli sono super contratti. Nel tempo, invece, ne avrete gran beneficio recuperando l'elasticità muscolare. i dolori saranno via via meno intensi. Avrete la sensazione di "gambe nuove". Solo allora potrete eseguire anche degli esercizi di stretching mirati.L'uso del foam roller deve essere quotidiano, Consiglio di utilizzarlo sempre dopo l'allenamento e non in prossimità di una gara. Con una spesa irrisoria e comodamente da casa, è possibile risolvere piccoli problemi muscolari, recuperando elasticità e tonicità muscolare.Il suo utilizzo è importante anche per contrastare la cellulite, favorendo l'irrorazione sanguigna ai tessuti.Il foam roller è indicato sia per gli sportivi, sia per chiunque voglia mantenere elasticità e tonicita muscolare!Irongabry

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