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Credi in te stesso!

18 dicembre 2017


Ognuno di noi, sia nella vita di tutti i giorni che in ambito sportivo, avrà sicuramente conosciuto qualcuno dotato di grandi potenzialità che, per una qualsiasi ragione non ha capacità di  credere in se stesso. 

Questa convinzione in effetti, può accompagnare anche la nostra vita, quando siamo convinti di non saper fare qualcosa, di non riuscire a raggiungere un intento, di non "essere capaci" , pur avendone tutte le potenzialità. E questo ci porta a gettare la spugna ancor prima di provarci.

Cosi, in ambito sportivo, potremmo convincerci che non riusciremo mai a concludere una gara, che non saremo in grado di migliorare i nostri tempi, che non saremo mai  all'altezza della situazione. E questo ci porta a rinunciare o ad ottenere un risultato ancor di più sconfortante.

Dall'altro lato invece, può capitare di incontrare qualcuno eccessivamente convinto delle proprie capacità al punto che,  pur non possedendo le abilità richieste, si muove per ottenere un dato  risultato e quando questo, ovviamente, non arriva è subito pronta a trovare scuse o incolpare altri sul perché del mancato successo. Non puoi improvvisarti maratoneta se non hai mai fatto un allenamento per la maratona. se decidi di correrla ugualmente, non puoi pretendere di concludere la gara. Sei solo un presuntuoso convinto. E vale tanto nello sport quanto nella vita di tutti i giorni.

Purtroppo, tali convinzioni limitanti sono frutto di un modo tutto nostro di vedere il mondo. 

Ma è oggettivamente così? 

In altre parole, le convinzioni limitanti che abbiamo e che condizionano il nostro agire, corrispondono realmente al vero? 

Consideriamo la presenza di queste due tipologie di soggetti all'interno di una squadra: il giocatore che dovrebbe vincere grazie alle sue abilità e non lo fa per via delle sue credenze limitanti,  rende la vita difficile ai suoi compagni di squadra, che puntano su di lui.  Altrettanto, il soggetto che tende ad esasperare le proprie abilità pur non possedendole e sbaglia un passaggio di palla, rendere ugualmente difficile la vita all'intera squadra.

Tali convinzioni così fortemente in grado di condizionarci possono non corrispondere al vero, malgrado siano concepite come tali.

Così, un atleta convinto di NON poter vincere una competizione malgrado si sia allenato duramente ed abbia i numeri per poterlo fare, visualizzerà un'immagine di se così negativa da non conseguire quel risultato. Ciò perché convinzioni negative generano risultati negativi. 

in questo caso, l'approccio mentale consisterà nel superare tale credenza limitante di non poter conseguire un certo risultato, attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti, 


Si, ma in concreto come?

Ad esempio, proviamo a focalizzare la nostra attenzione sui successi anziché sugli errori: l'essere umano per sua natura, è facilmente orientato a focalizzarsi su ciò che non va rispetto a ciò che di positivo c'è. E più facile lamentarsi. 
Focalizzare l'attenzione sugli errori ci porterà a ritenere di fare una pessima performance, di immaginare di conseguirla e sarà esattamente questo ciò che si verificherà. 

Cambiare queste credenze limitanti non è semplice, ma è fondamentale per migliorare la nostra qualità di vita e di performance sportiva. 

In altre parole, proviamo a focalizzarci sull'esatto contrario, proviamo ad avere una visione positiva del nostro obiettivo, proviamo ad immaginarci mentre tagliamo il traguardo o tiriamo un tiro a canestro o un bel goal.
Nella vita di tutti i giorni, proviamo ad immaginarci performanti al lavoro, carichi e pieni di energia. 
La mente è in grado di fare qualsiasi cosa, è un'arma potentissima: è in grado di condizionarci negativamente o positivamente ma siamo noi a guidarla orientandola verso il superamento delle difficoltà per conseguire i nostri obiettivi perché no, divertendoci:
Irongabry

< Come preparare la mente alla gara ed essere più consapevoli di noi stessi Hai iniziato a correre? Occhio a questi errori! >
di IronGabry
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Ieri dieci km di trekking.. Oggi così😆💪🏻Verde, tu che sei il fiato del bosco e entri nell’anima delle foglie e metti la tua linfa in ogni filo d’erba, continua a fare del bene alla vita. E anche se ci sono orchi di cemento pronti a ghermirti, il mondo non sia separato dal tuo cuore festante, dal tuo polmone gentile.
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