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La mia maratona di New York

17 dicembre 2016


Ancora oggi non ci credo: il 6 novembre scorso ho corso la maratona di New York! La mia prima maratona. Un sogno finalmente diventato realtà, con tanti sacrifici, difficoltá anche per via degli allenamenti lunghi con 40 gradi all’ombra durante il periodo estivo però senza mai perdere di vista l’obiettivo che era chiaro e ben focalizzato nella mia mente. Eh già, perché la volontá, la forza mentale è fondamentale tanto quanto la forza fisica e anzi, proprio nei momenti in cui le gambe gridano basta fermati, è unicamente la mente, il vostro obiettivo focalizzato che è lì ad aspettarvi, a farvi andare avanti stringendo i denti fino alla fine. Per poi esultare, una volta tagliato il traguardo, in un misto di incredulitá ed euforia, fissando quella tanto sudata medaglia con le lacrime agli occhi e pensare CE L’HO FATTA! 

Sveglia alle 4. Colazione senza eccessi e via. Si parte direzione Staten Island. Siamo in tantissimi!!! Tutto è super organizzato e quasi non mi rendo conto della moltitudine di persone intorno a me. La zona partenza ha un servizio di sicurezza allucinante, mi sento tranquilla e rilassata. Wow, sto per correre la maratona di New York!

Correre una maratona è così. Potrebbe paragonarsi alle vicissitudini della vita: in quei 42195 m. si susseguono pensieri, sensazioni, stati d’animo. All’inizio sei soprattutto euforico: alla partenza, dopo l’inno americano ed il colpo di cannone,avevo l’adrenalina a mille. Lo sguardo fiero in avanti verso la salita del ponte di Verrazzano a realizzare la bellezza dello spettacolo innanzi ai miei occhi, complice una giornata a dir poco stupenda, anche se ventosa.  Passato il primo ponte, dove sei solo coni tuoi pensieri, ecco finalmente inizia il tifo del pubblico nelle strade! Quello che mi era sempre stato raccontato, finalmente lo sto vivendo: la quantità di persone nelle strade è impressionante, la folla ci accoglie con un boato pazzesco: ovunque è musica, incitamento, allegria. Gente di ogni nazionalitá ai margini delle strade di New York pronta a darti il suo supporto. Lasciatemelo dire: UNA FIGATA PAZZESCA!! 

Io e mio marito abbiamo deciso di fare la maratona insieme fianco a fianco. I primi 21 km passano rapidamente e senza difficoltà, l’allenamento sulla mezza maratona è ormai consolidato, ne abbiamo corse parecchie, quindi andiamo avanti senza pensieri. Decidiamo di rifornirci di gel ogni 8 km e di bere ad ogni rifornimento.La strategia funziona.Il calore del pubblico ci fa compagnia, cerchiamo gli sguardi, le voci di connazionali che in italiano ci spronano ad andare avanti ( avevamo la canotta con scritto Italia). Attorno al 25esimo km mio marito avverte forti problemi intestinali, probabilmente dovuti ai sali minerali in connubio con lo sforzo fisico. Lo aspetto, recupera bene. Quindi passato questo momento di difficoltá, proseguiamo dritti verso la meta. Senza accorgercene arriviamo ai tanto temuti 30 km. Ma…il MURO NON ESISTE PER NOI! Certo, la fatica comincia a farsi sentire, però andiamo avanti ancora bene. La gente è sempre lì ad incitarci: un pubblico a dir poco spettacolare!

35 km: cavolo, la fatica aumenta. Francesco sta soffrendo di più, forse si sarà disidratato a seguito del problemino avuto prima. Si stringono i denti e si va avanti. Le gambe cominciamo a farsi pesanti così cerchiamo di concentrarci sul pubblico e in generale su quello che ci circonda per distrarci dalle sensazioni negative che il nostro corpo vorrebbe mandarci.Ormai manca poco! Davanti a noi, una sig.ra piccoletta con una piccola gobba procede spedita nella sua gara. Scopriremo al termine che ha 85 anni.Poco più in là, un giovane con attaccato alla maglietta un cartello” I run for my mum”. Siamo quasi 70000mila, ed è affascinate soffermarsi sul fatto che ognuno di noi sia lì con la sua storia, con la sua motivazione. Non tutti sono atleti, c’è molta gente comune che corre ed affronta la maratona, ognuno di loro ha il suo perché. 


Così, arriviamo al 40esimo km: che fatica!!! Le gambe sembrano macigni, ma si corre ugualmente. Costeggiamo Central Park e soffriamo sul serio nel non riuscire a scorgere ancora il traguardo. MA DOV’È FINITO???? Il corpo vorrebbe fermarsi, ma la mente ci sorregge, ci spinge in avanti verso i 2 km e195m. che mancano ancora per realizzare il sogno. Le urla e gli incitamenti del pubblico diventano fondamentali per proseguire quando le energie stanno ormai per abbandonarti. ” GO GOOO!”” You can do it!!! ” FORZA ITALIA DAIII”. Così, ad un certo punto alzo lo sguardo e lo vedo: il traguardo è lì davanti a me! Mi viene da piangere e ridere allo stesso tempo. Quasi rallento per gustarmi l’arrivo: una sensazione stupenda ( ed ancora ora emozionante, credetemi)! Abbraccio Francescoe gli gridò CE L’ABBIAMO FATTA!!!! Guardò la medaglia al mio collo ancora incredula, la fissò più volte ed un sorriso ogni volta si illumina sul mio viso( anche adesso).


Quello che posso dire oggi, a distanza di un mese e mezzo è che questa esperienza, seppur agli occhi di molti potrebbe sembrare banale, per me ha avuto un significato profondo. Mi sento profondamente arricchita,  sicuramente cambiata rispetto alla persona che ero prima della partenza. Grazie New York, resti sempre la città più bella del mondo. E i tuoi abitanti sono meravigliosi. L’Italia ha tanto da imparare. L’incitamento il calore della gente il rispetto per il runner senza distinzione di sesso è qualcosa di unico. L’amore per lo sport e per la corsa in particolare ma soprattutto il fatto che il runner sia valorizzato all’ennesima potenza insomma l’atmosfera di entusiasmo e libertà che si respira è unica! 

Avanti con i prossimi obiettivi!

Gabri F.

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di IronGabry
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Iniziamo💪🏻#iorestoacasa e riprendo a suonare il pianoCostellazioni...Ognuno di noi ha dei posti del cuore. Dei posti dove ricaricarsi, dove riconnettersi con se stessi, dove semplicemente ritrovare un po’ di pace interiore quando i pensieri si fanno fitti. Mi sono sempre piaciuti i vulcani, con la loro maestosità, la loro energia ed imprevedibilità. Il paesaggio vulcanico, così austero e misterioso allo stesso tempo, deserto e forte, solitario e sovrastante l’immenso. Ad un passo dal cielo, eppure terra. Terra che scende nelle profondità, nelle viscere, quasi a volermi ricordare come ognuno di noi sia un essere imperfetto che però può aspirare a qualcosa di grande... ci vengo spesso qui, fin da bambina. Lo conosco palmo a palmo questo posto. Ma non mi stanca mai.Stasera...che sera..Dicono che chi parte per un viaggio, al ritorno non sia più lo stesso di quando è partito. Beh, di viaggi ne abbiamo fatti tanti, ma l’esperienza fatta in Africa è stata davvero unica. Fin dall’arrivo in aeroporto, ti rendi conto di come la popolazione di questa terra viva la loro vita con semplicità ed umiltà: una vera semplicità, che li porta a sorridere sempre, pur mancando tutto, pur respirando davvero la povertà che in queste zone si traduce in fame e mancanza di beni di prima necessità. Al contempo, ti ritrovi in una terra magica, fatta di paesaggi stupendi, mare cristallino, sabbia bianchissima, frutta dal sapore goloso e succulento ( che da noi non arriva). E l’ospitalità è quella che ti colpisce. JAMBO! Hakuna matata! Perché gli africani sono così, vivono la vita lentamente, e senza pensieri. Che di pensieri invece dovrebbero farsene e parecchi, ed invece no...é la loro filosofia. Si aiutano a vicenda, chi ha più da a chi a meno, e vi confesso che non ho percepito che serenità nel loro modo di fare, nel loro vivere la quotidianità così, un passo alla volta. Vivendo davvero come fratelli. Niente fronzoli, niente invidie, capelli al vento modellati dall’acqua salmastra. La fortuna di prendere in braccio una scimmietta per la prima volta e assaporare le sensazioni del momento: sembra un gattino, ma con le manine che stringono! Un sorriso, una gomma da masticare che si intravede in un angolo. Ero davvero felice.Avete anche voi dei posti del ❤️? Dei luoghi dove andare a rifugiarsi per ritrovare pace e serenità? Io si, e anche diversi. Ad esempio, ritrovarmi in riva al mare magari con un bel sole e perdermi a vista nell’orizzonte infinito, nel punto dove cielo e mare si incontrano in un abbraccio senza fine, mi da tanta calma ed energia. Il sole con i suoi raggi e la brezza del mare mi accarezzano il viso... e mi sento bene☺️ #irongabry