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Il fitwalking: l’arte del camminare

18 marzo 2016


Quotidianamente mi capita di vedere tanta gente che, anzichè correre, preferisce tenersi in forma camminando. Camminare fa bene, nessun dubbio, ma per riuscire ad ottenere certi risultati ed essere in forma bisogna farlo in un certo modo.

In altre parole, camminare fa bene, ma siamo sicuri di camminare bene?

La tecnica del fitwalking nasce nel 2001 ad opera dei fratelli Damilano, olimpionici della marcia: è l’ideale per chi cerca il raggiungimento della forma e del benessere psicofisico senza stress eccessivo e senza sovraccaricare i muscoli. Il fitwalking consente, pertanto, il mantenimento di un buon tono muscolare ed è utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Contribuisce a rafforzare l’autostima liberando stress e tensioni.

Pensate per un attimo alle sensazioni che provate durante una bella passeggiata all’aria aperta magari con un timido sole primaverile. Bello eh?

Il fitwalking è qualcosa in più del semplice camminare. Per trasformarVi da semplici camminatori a fitwalker è necessario acquisire una precisa tecnica, facile da apprendere:

  • l’appoggio dei piedi è fondamentale: bisogna imparare ad appoggiare la pianta per bene a contatto con il suolo, partendo dal tallone ed effettuando la rullata per dare la spinta in avanti: appoggio a pianta piena e spinta vigorosa fino alla punta delle dita;

  • la velocità è superiore a quella di una semplice passeggiata: bisogna tenere un buon ritmo in maniera tale da far salire un po’ i battiti cardiaci e mettere in moto il metabolismo;
  • il movimento delle gambe durante l’appoggio e la rullata dovrà pertanto essere energico, dobbiamo sentire i muscoli lavorare!!
  • Per muoversi con la giusta velocità e fluidità il movimento del bacino deve essere ampio e armonico. Il tronco invece deve essere in asse con le gambe e dunque né troppo in avanti né indietro. Questo movimento permette di tonificare i muscoli letali del tronco ed il girovita con vantaggi anche di tipo estetico;
  • le spalle devono assecondare il movimento delle braccia e devono restare morbide, verso il basso. Evitate di chiudervi in avanti e cercate di mantenere il busto eretto con sguardo fiero in avanti ben saldi sulle gambe. Testa ben dritta con massima naturalezza, la colonna vertebrale deve essere ben distesa. Sentitevi fieri di voi stessi e di ciò che state facendo, sentitevi i padroni del mondo in quel momento, vedrete come la postura sarà perfetta!!!
  • Le braccia devono essere piegate ad angolo retto e avanzare con vigore avanti e indietro fino a disegnare un ampio arco. Realizzate un movimento oscillatorio formidabile impulso durante il passo. Quando la gamba destra avanza oscilla il braccio sinistro e viceversa. Il gomito deve indietreggiare fino al livello della spalla, mentre le mani, leggermente socchiuse, devono raggiungere un ipotetico punto centrale tra l’ombelico e lo sterno.
  • Scegliete delle buone scarpe, ne esistono di specifiche per la pratica del fitwalking: il tacco è dotato di maggiore smussatura che permette un migliore impatto con il tallone agevolando la fase di rullata.
  • l’abbigliamento dovrà essere adeguato alle condizioni climatiche evitando di coprirsi troppo. Come tutte le attività, anche il fitwalking comporta un aumento della temperatura corporea quindi vestirsi troppo potrebbe dar luogo a spiacevoli inconvenienti. Meglio patire un po di freddo all’inizio dell’allenamento, tanto passa in fretta. L’abbigliamento tecnico da corsa ad esempio, va benissimo anche per il fitwalking. 

Una persona del peso di 70 kg che percorre 7 km in fitwalking brucia circa 420 cal.

Ormai la pratica del fitwalking è così diffusa al punto che esiste associazioni dedicate a questa disciplina e competizioni agguerritissime alle quali è possibile partecipare divertendosi!! Date un’occhiata sul web, ce n’è per tutti i gusti!!

Alla prossima

Irongabry

< Let’s go running! Correre con il caldo? Niente paura! >
di IronGabry
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Stasera...che sera..Dicono che chi parte per un viaggio, al ritorno non sia più lo stesso di quando è partito. Beh, di viaggi ne abbiamo fatti tanti, ma l’esperienza fatta in Africa è stata davvero unica. Fin dall’arrivo in aeroporto, ti rendi conto di come la popolazione di questa terra viva la loro vita con semplicità ed umiltà: una vera semplicità, che li porta a sorridere sempre, pur mancando tutto, pur respirando davvero la povertà che in queste zone si traduce in fame e mancanza di beni di prima necessità. Al contempo, ti ritrovi in una terra magica, fatta di paesaggi stupendi, mare cristallino, sabbia bianchissima, frutta dal sapore goloso e succulento ( che da noi non arriva). E l’ospitalità è quella che ti colpisce. JAMBO! Hakuna matata! Perché gli africani sono così, vivono la vita lentamente, e senza pensieri. Che di pensieri invece dovrebbero farsene e parecchi, ed invece no...é la loro filosofia. Si aiutano a vicenda, chi ha più da a chi a meno, e vi confesso che non ho percepito che serenità nel loro modo di fare, nel loro vivere la quotidianità così, un passo alla volta. Vivendo davvero come fratelli. Niente fronzoli, niente invidie, capelli al vento modellati dall’acqua salmastra. La fortuna di prendere in braccio una scimmietta per la prima volta e assaporare le sensazioni del momento: sembra un gattino, ma con le manine che stringono! Un sorriso, una gomma da masticare che si intravede in un angolo. Ero davvero felice.Avete anche voi dei posti del ❤️? Dei luoghi dove andare a rifugiarsi per ritrovare pace e serenità? Io si, e anche diversi. Ad esempio, ritrovarmi in riva al mare magari con un bel sole e perdermi a vista nell’orizzonte infinito, nel punto dove cielo e mare si incontrano in un abbraccio senza fine, mi da tanta calma ed energia. Il sole con i suoi raggi e la brezza del mare mi accarezzano il viso... e mi sento bene☺️ #irongabryIl respiro che rasserena e ricarica. #breathe #respira #rilassamento #irongabry#loveyourself #irongabry“Ti viene data solo una piccola scintilla di follia. Non devi perderla”R. WilliamsPrima di prendere una qualsiasi decisione, è sempre opportuno porsi la domanda “come sto”? Facciamoci caso, nella quotidianità capita di chiedere alle persone che incontriamo “come stai” ma difficilmente ci preoccupiamo di analizzarci e chiederci come stiamo. 
In realtà, la consapevolezza del nostro stato d’animo in un preciso momento, conoscere e comprendere tale stato, è il primo passo per poterlo cambiare e potenziare. 
Lavoriamo per diventare consapevoli di come usiamo il nostro cervello per provare i vari stati d’animo e ripuliamo noi stessi per fare le cose al meglio ed assumere le decisioni con la massima lucidità e ponderazione. ❤️#irongabry81 #avantitutta #ilimitisonofattiperesseresuperati #maratoneta #statodanimo #comestai #comesto #tisonovicinosempre #pnl #coaching #sorridisempre